AMPLIAMENTO CARCERI CORLEONE PERPLESSO
Manifesto 12/6/09
TOSCANA
a cura di red.fi re
Per la Toscana il “Piano carceri” prevede la realizzazione di tre padiglioni con 500 nuovi posti per i detenuti degli istituti di Firenze (200), Livorno (100) e Pisa (200): un quadro che non piace a Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze: “‘Bisogna rifi utare la logica del puro deposito dei corpi. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ci deve dire che caratteristiche avranno i nuovi padiglioni”. Il progetto prevede per il carcere fi orentino di Sollicciano la realizzazione di 200 nuovi posti entro il giugno del 2012, con un costo di 10 milioni di euro; 100 posti invece per Livorno, da realizzare entro settembre 2011 con un investimento di 7,8 milioni, e 200 per Pisa entro dicembre 2012 con una spesa di 10 milioni. Ancora Corleone: “Per rispondere al sovraffollamento nelle carceri italiane, il Dap lavora su una prospettiva secondo la quale ci saranno 100mila detenuti in Italia. Una cosa pazzesca. Inoltre in questi anni c’è stato tutto il tempo per affrontare il tema della ristrutturazione delle carceri, per renderli più vivibili, e della costruzione di nuovi carceri al posto di quelli assolutamente invivibili”. Più in dettaglio sul progetto fi orentino di Sollicciano, il garante osserva: “Sfi do il Dap e il ministero della Giustizia a dire che a Firenze c’è bisogno di un nuovo carcere. Nel caso comunque si dovrebbe aprire una discussione pubblica con la nuova amministrazione comunale per ragionare dove, come, quando e perché costruire la nuova struttura. Il Comune di Firenze non può essere tagliato fuori da queste scelte. E’ una questione che porrò al nuovo sindaco. Se ad esempio la nuova struttura fosse un carcere giudiziario, lasciando Sollicciano come carcere penale, questo sarebbe un modo limpido di porre la questione. In ogni caso un nuovo padiglione toglierebbe spazio al campo sportivo o all’azienda agricola, e peggiorerebbe ancora di più la vivibilità e il trattamento dei detenuti. Infi ne non si sa con quali criteri edilizi e architettonici sarà costruito, e se sarà solo un deposito di corpi. Questa ultima ipotesi è inaccettabile”.

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