Intercettazioni, passa la fiducia dall´opposizione protesta al Colle

Repubblica 11/6/09
Anm: muore la giustizia. Oggi sul testo il voto sarà segreto
La riforma

Lettera di Pd, Idv e Udc a Napolitano: viene imbrigliata troppo spesso la libertà dei deputati
Grasso: “Minore potenzialità investigativa e informazione raffreddata”
ROMA – L´Anm già vede «la morte della giustizia penale in Italia». Le opposizioni unite, Pd, Idv, Udc, scrivono a Napolitano per protestare contro la diciannovesima fiducia che mortifica il Parlamento ma serve per far passare alla Camera la legge sulle intercettazioni e mettere a tacere gli evidenti dissensi interni nel Pdl e nella Lega. Il Quirinale tace, fedele alla regola che «quando il Parlamento legifera il presidente tace», ma la lettera finisce in bella evidenza nella pratica su fiducia e intercettazioni. I funzionari di polizia di Enzo Marco Letizia si chiedono esterrefatti: «Solo due mesi di intercettazioni per omicidi, estorsioni, rapine? Ascolti che non possono essere trasferiti in un altro processo per corruzione e usura?».
Niente da fare, alle 19 il ddl intercettazioni passa, il voto di fiducia stronca i mugugni, finisce 325 a 246, l´Mpa di Lombardo piglia le distanze, si accavallano le voci critiche di chi ingoia malamente il rospo di un testo che da mesi produce scontri intestini. Norme che il forzista Gaetano Pecorella vorrebbe modificate al Senato «per accogliere i saggi appelli del procuratore Grasso». La fronda dei finiani (il lavorio di Giulia Bongiorno per migliorare il testo, le critiche della Napoli, di Contento, di Granata), le perplessità della Lega per la contraddizione di un testo che va in direzione opposta alla stretta sulla sicurezza imposta da Maroni, tutto ciò oggi potrebbe riservare sorprese. Alle 16, quando col voto segreto concesso da Fini, ci sarà il lasciapassare per spedire il ddl al Senato.
L´opposizione si scatena. Apre la giornata con una conferenza stampa per illustrare la lettera a Napolitano. Antonio Di Pietro vede in arrivo «la notte della Repubblica» e il materializzarsi di «un´amnistia permanente». Il neo deputato europeo Luigi De Magistris battezza «il nuovo lodo Alfano in stile P2». Il democratico Lanfranco Tenaglia accusa il governo di «pensare solo agli affari del premier». La votazione sulla fiducia prosegue, l´Anm lancia il suo “warning” su un testo che «oggettivamente è un favore ai peggiori delinquenti» e che impedirà a toghe e polizia «di individuare i responsabili di gravissimi reati». L´Anm porta esempi: per «gli stupri di Roma, le violenze nella clinica di Milano, la scalate bancarie all´Antonveneta e alla Bnl» non si sarebbe potuto intercettare. Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso denuncia «una minore potenzialità investigativa e un´informazione raffreddata e ritardata». Donatella Ferranti (Pd) scopre che nel testo non è entrata (a bloccarla sarebbe stato Nicolò Ghedini) la modifica che consentiva di utilizzare le videoriprese senza sottoporle allo stesso regime delle intercettazioni. «C´era un emendamento della Bongiorno votato da tutti in commissione, ma nel maxi emendamento il governo non l´ha riproposto, sarà perché Berlusconi ha un´idiosincrasia anche per le riprese video». Fanno quadrato Ghedini, Maroni, Cota. Il ministro dell´Interno ribatte «che non è vero». Ma la contraddizione tra una legge sulla sicurezza che moltiplica le telecamere a spese dei comuni e quella sulle intercettazioni che ne blocca l´uso esplode in tutta la sua evidenza. Oggi l´opposizione si appresta all´ultimo forcing: cento ordini del giorno per impegnare il governo tra sei mesi a fornire dati alle Camere su quanti omicidi in meno sono stati scoperti, quanti pm sono finiti sotto processo, quanti procedimenti contro ignoti sono stati archiviati, quanti giornalisti sono finiti sotto inchiesta.
(l.mi.)

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