«La politica è volgare, non noi» sabato in piazza
Manifesto 11/6/09
ROMA PRIDE
Giacomo Russo Spena ROMA
ROMA
Ad aprire un camion a due piani di drag queens, subito dopo altri venti pullman allegorici.
Ottenuta dopo ben tre dinieghi la piazza, i promotori del Roma Pride si preparano alla giornata di sabato per celebrare al meglio i quarant’anni dalla ribellione di Stonewall (a New York) da cui è nato il movimento lgbt. «La manifestazione – dicono – sarà un momento di libertà». Per tutti. Previste infatti migliaia di persone provenienti da tutta Italia. «Quest’anno non accettiamo lezioni di stile da questa politica discriminatoria e razzista» dice Rossana Praitano, presidentessa del circolo capitolino Mario Mieli, che per l’occasione dedicherà il proprio carro al caso Noemi. «Si intitolerà Papi gay – spiegano dalla sede – in risposta a chi si permette di tacciare il Pride di volgarità e immoralità. Sarà raffigurata la luccicante immagine di un Eldorado dei diritti, una sorta di terra promessa a cui omosex e transessuali non hanno accesso».
Nel corteo ci sarà anche spazio per un camper anti-ciarpame, dove i manifestanti potranno gettare negli appositi cestoni dell’immondizia le foto dei politici e gli articoli dei giornali con dichiarazioni razziste e omofobiche rivolte contro la comunità lgbt, e uno del coordinamento Facciamo Breccia in stile anti-papale «per ricordare le quotidiane ingerenze del Vaticano». La piattaforma del Pride sarà la stessa identica di sempre perché, dichiara il comitato promotore, «in questi anni non abbiamo mai ottenuto risposte dal Parlamento, sia quando ha governato la destra che la sinistra». Chiedono cose non «surreali» come le unioni di fatto, la lotta alle discriminazioni e il diritto alla salute delle persone lgbt.
Malgrado il percorso (inizio a piazza Repubblica ore 16 per finire a piazza Navona) sia stato autorizzato, il Mario Mieli non ha ritirato l’esposto al Tar, fatto dopo i dinieghi di piazza, perché «in futuro non succedano più cose del genere». Nel 2011 a Roma ci sarà l’Euro Pride e per l’occasione il movimento lgbt teme che le istituzioni mettano i bastoni tra le ruote. Più di quanto già fatto finora.

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