Stranieri riammessi al concorso per infermieri del San Martino

Secolo XIX 10/06/2009
la delibera
Marcia indietro anche se con “riserva”: la direzione valuterà successivamente se la cittadinanza
è necessaria o meno


IL SAN MARTINO fa marcia indietro e ammette “con riserva” i dodici cittadini stranieri al concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di cinque operatori socio assistenziali. La decisione dell’ospedale potrebbe aver messo un punto fermo alla polemica che era divampata alcune settimane fa quando i dodici, provenienti da Paesi non europei, avevano presentato regolare domanda per partecipare al concorso pubblico per l’assegnazione dei posti e ne erano stati poi esclusi. Potrebbe: perché l’ammissione è”con riserva” e, come spiegano la direzione risorse umane dell’ospedale, nel caso in cui qualcuno di questi candidati risultasse vincitore, saranno fatte ulteriori verifiche per appurare se la cittadinanza italiana sia necessaria o meno.
Alcuni tra i candidati esclusi dalle prove si sono rivolti alla Cgil per denunciare l’accaduto. Due di loro, inoltre, hanno avviato un’azione legale seguita dall’avvocato Alessandra Ballerini, culminata con una diffida inviata alla direzione dell’ospedale. Sulla posizione del San Martino si era pronunciato anche l’assessore regionale alla Sanità, che aveva parlato di “decisione sbagliata” e aveva chiesto ai vertici dell’ospedale di rivedere la propria posizione.
E ieri il marcia indietro dell’ospedale è arrivato. Ma potrebbe non essere ancora il capitolo finale della questione. «I candidati stranieri potranno partecipare al concorso – spiegano dalla direzione delle risorse umane – Ma in caso risultino vincitori, ci riserviamo di valutare se la cittadinanza italiana sia necessaria o meno».
La Cgil, che ha affiancato alcuni dei candidati esclusi nella loro battaglia, si è dichiarata ieri soddisfatta per la decisione del San Martino di ammettere al concorso i 12 stranieri. Ma non si ferma: «Riteniamo opportuno – dicono dal sindacato – affinchè tali spiacevoli episodi non abbiano a ripetersi , che la Regione Liguria definisse (di concerto con le OO.SS.) un regolamento per il reclutamento di personale, unico ed uniforme per tutti gli ospedali pubblici liguri».
elena nieddu

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