Il sindaco ricomincia dai vicoli

Secolo XIX 10/6/09
All’assemblea pubblica Vincenzi risponde alle proteste: «Ci vedremo una volta al mese»
LE URNE delle Europee erano state appena chiuse e il primo problema affrontato da Marta Vincenzi e dalla sua giunta è stato quello del degrado e della sicurezza nel centro storico. E così, lunedì scorso, in occasione dell’incontro pubblico organizzato dall’associazione Centro Storico Est nel chiostro di Santa Maria di Castello, il sindaco si è presentata scortato dal comandante dei vigili urbani Roberto Mangiardi e dai quattro assessori che si occupano di temi “caldi”: Francesco Scidone (sicurezza), Elisabetta Corda (manutenzioni), Roberta Papi (servizi sociali), Gianfranco Tiezzi (politiche per lo sviluppo). E, ha promesso, tornerà, una volta al mese: «Perchèè saltata la democrazia rappresentativa e occorre ritessere i fili tra cittadini e istituzioni».
L’incontro si è svolto in un clima rovente. In sala c’era anche il comico Luca Bizzarri (foto), che alcune settimane fa aveva innescato una polemica sul centro storico proprio con Palazzo Tursi. In sala più di 150 persone tra residenti e commercianti. Ciascuno con un problema urgente da segnalare e risolvere. Il primo? Il più sentito? Non l’emergenza criminalità, né lo spaccio, la spazzatura o i mercatini abusivi che fioriscono ovunque. No, a sorpresa, il vero disagio segnalato da chi vive nel centro storico è un altro: nei vicoli, da un bel po’, non si riesce a chiudere occhio. La ragione? L’incredibile baccano che accompagna ogni serata di “movida”. «Ogni mercoledì, venerdì e sabato per dormire devo usare i sonniferi – ha detto una donna quasi sull’orlo di una crisi di nervi – Gli esercenti dei locali devono essere responsabilizzati».
Già perchè, secondo il nuovo regolamento comunale, il venerdì e sabato bar e locali possono rimanere aperti fino alle 2. Possibile che non si possa intervenire? «Perchè – ad esempio – il Comune continua ad accettare le richieste di deroga agli orari di chiusura?», ha chiesto tra gli applausi un residente. «Le richieste finora accettate – ha risposto l’assessore Tiezzi – sono solo una ventina. Altre sono sospese. L’iter di accettazione non è automatico: la domanda arriva al Comune e poi viene girata per il nulla osta a vari enti tra cui la questura e il comando dei vigili. E, in ogni caso, chi è sorpreso per cinque volte aperto oltre l’orario, perde la licenza». Nel fine settimana i bar e i circoli del centro storico devono chiudere entro le due di notte (l’una durante la settimana). Questo dice il regolamento. Ma c’è un problema in più: «Nel centro storico c’è una concentrazione di locali anomala: un bar ogni 34 residenti – ha spiegato l’assessore – contro un esercizio ogni 250 abitanti nel resto della città e contro i 400 di Milano». Il motivo di questa anomalia non dipende solo dalla particolare conformazione della città. Lo conferma il sindaco: «La riqualificazione ha funzionato solo in parte: è diventato un “divertimentificio”. Ci vuole un cambiamento di rotta».
Ma altri temi sono emersi nel corso dell’incontro: la violenza dovuta ai fumi dell’alcol (aggressioni, risse), la microcriminalità che si porta dietro la movida (spaccio, rapine, scippi). Tranne qualche voce fuori dal coro, la maggior parte dei presenti all’incontro ha chiesto una maggiore presenza delle forze dell’ordine: «Sono stato aggredito a Caricamento a 25 metri da una pattuglia dei carabinieri – ha raccontato Giuseppe Abbate, ristoratore – Per tornare a casa ci scortiamo l’un l’altro». «Dove sono i percorsi della forza pubblica per “accompagnare” a casa i residenti promessi dal questore?», ha chiesto Mauro Foglino, dell’associazione Assest che ha presentato un filmato proprio sui problemi di vivibilità nel centro storico. E, ancora «In giro ci sono pochi vigili urbani e sono poco addestrati». Il comandante Mangiardi: «Gli agenti sono mille. Il 5 per cento è impiegato in servizi notturni, così come a Torino. Gli altri sono impegnati in servizi diversi ma altrettanto importanti. I numeri sono quelli che sono. Ma è in corso uno sforzo per migliorare la situazione: il progetto “flessibilità” e la riorganizzazione delle sezioni sono solo un esempio. E avere più vigili sulla strada accorpando alcune sezioni». Già, perchè la sezione del Centro Storico da alcuni mesi è sparita. Ma in compenso, da un mese a questa parte, si sono intensificati presidi in via Turati (dove c’è il mercato abusivo) e alla Commenda. Ma il tema sicurezza a Genova ha molte facce: «Non pensate che i problemi – ha detto il sindaco – siano solo comportamenti incivili, risse e scippi. La criminalità organizzata esiste e dobbiamo stare attenti perchè gli investimenti in gioco sono consistenti. Il progetto Mercurio (il nuovo sistema che regola la viabilità in centro storico, ndr), ad esempio, vuol essere anche un modo per combatterla evitando che chiunque possa entrare nei vicoli». Ma qual è il centro storico ideale per Marta Vincenzi? «Un luogo dove vivono famiglie normali, coppie giovani con bambini. Questo è il nostro tesoro».Pablo Calzeronicalzeroni@ilsecoloxix.it

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