Cei, non solo ordine pubblico: servono patti di cittadinanza
WWW.REDATTORESOCIALE.IT
Comunicato finale dell’assemblea generale dei vescovi: incremento delle politiche di aiuto verso i paesi poveri e patti per impedire il formarsi di gruppi chiusi in Italia. ”Elogio multietnico è retorico se non c”è educazione”
ROMA – L’immigrazione è un fenomeno “complesso” che “deve essere governato e non subìto” e al quale occorre rispondere non solo sulla base delle ”esigenze di ordine pubblico”. Così il comunicato finale della 59a Assemblea generale dei vescovi italiani, svoltasi in Vaticano alle fine di maggio e reso noto oggi. “E” evidente – si legge nella parte dedicata all’immigrazione – che una risposta dettata dalle sole esigenze di ordine pubblico, che è comunque necessario garantire in un corretto rapporto tra diritti e doveri, risulta insufficiente, se non ci si interroga sulle cause profonde di un simile fenomeno”. Secondo la Cei sono dunque due le “azioni convergenti” che “sembrano irrinunciabili”. La prima consiste “nell’impedire che i figli di Paesi poveri siano costretti ad abbandonare la loro terra, a costo di pericoli gravissimi, pur di trovare una speranza di vita”: questo problema esige dunque di “riprendere e incrementare le politiche di aiuto verso i paesi maggiormente svantaggiati”. La seconda risposta invece sta secondo la Conferenza episcopale “nel favorire l’effettiva integrazione di quanti giungono dall’estero, evitando il formarsi di gruppi chiusi e preparando ‘patti di cittadinanza’ che definiscano i rapporti e trasformino questa drammatica emergenza in un’opportunità per tutti”. Questo obiettivo secondo i vescovi è possibile se si tiene conto della tradizionale disponibilità degli italiani, memori del loro passato di emigranti, ad accogliere l’altro e a integrarlo nel tessuto sociale”.
Per la Cei “suonerebbe retorico l’elogio di una società multietnica, multiculturale e multireligiosa, se non si accompagnasse con la cura di educare a questa nuova condizione, che non è più di omogeneità e che richiede obiettivamente una maturità culturale e spirituale”. In questa logica, il suggerimento dei vescovi è quello che la stessa Conferenza episcopale si doti “di un osservatorio nazionale specializzato per monitorare ed interpretare questo fenomeno”, mentre si conferma la volontà che le parrocchie diventino “all’interno del loro compito di evangelizzazione, un luogo di integrazione sociale”. Quanto al resto, l’Assemblea dei vescovi ha individuato nell’educazione il tema degli Orientamenti pastorali per il prossimo decennio. Nel corso dei lavori è stato approvato il Documento comune per un indirizzo pastorale dei matrimoni tra cattolici e battisti in Italia ed è stato presentato e approvato il bilancio consuntivo della Cei, approvando i criteri di ripartizione e assegnazione delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2009.
© Copyright Redattore Sociale

HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI