Belgio: Mahinur Özdemir, la prima parlamentare con il velo
Da poco laureatasi in scienze della pubblica amministrazione, 26 anni, è la più giovane parlamentare di Bruxelles. ”Portare il velo non impedisce di per sé l’emancipazione della donna musulmana”
ROMA – Nata a Bruxelles in una famiglia di commercianti turchi, il cui padre (Hassan Özdemir) è stato impegnato politicamente nell’ambito dell’Associazione culturale turca a Schaerbeek, all”età di 14 anni Mahinur lavorava nel piccolo supermercato familiare. Da alcuni anni lavora invece a tempo pieno al Centre Permanent pour la Citoyenneté et la Participation (Centro permanente per la cittadinanza e la partecipazione) ex-organo di formazione dei quadri del partito cristiano-sociale (ora Cdh). Già consigliere comunale a Schaerbeek, comune dell’area metropolitana di Bruxelles, e 21ma sulle liste del partito di centro CDH (Centre Démocrate Humaniste) alla regione di Bruxelles, Mahinur Özdemir è stata eletta domenica con 2851 voti di preferenza. La giovane parlamentare bruxelles aveva già fatto parlare molto di sé durante la campagna elettorale poiché era la sola candidata in Belgio a mostrare il velo anche sui manifesti elettorali, scritti anche in turco.
Diversi commentatori avevano criticato il suo partito, il Cdh, accusandolo di aver modificato i manifesti elettorali affinché il velo fosse meno visibile. Accusa respinta al mittente dai dirigenti del partito, che hanno parlato di un semplice “errore di stampa”. E a chi l’aveva accusata invece di voler rappresentare soltanto la Comunità musulmana, Mahinur ha risposto seccamente: “Sapete, i pregiudizi sono fatti per essere infranti. È ovvio che un eletto è qui per servire gli interessi di tutti i cittadini. Del resto il mio programma riprende questioni suscettibili di interessare tutti gli strati della popolazione, come l’occupazione giovanile, la lotta contro la discriminazione sul lavoro, la reintegrazione dei disoccupati di lungo termine. I miei manifesti sono stati affissi in tutti gli angoli di Bruxelles e non soltanto nelle zone a forte presenza musulmana. Ho molti amici che non sono di confessione musulmana e che mi hanno sostenuta per le mie idee”.
E a proposito della libertà o meno di portare il velo all’interno degli istituti scolastici: “È normale che una scuola possa autorizzare il velo a certe condizioni: è importante che l’allieva segua tutti i corsi, che il viso debba restare visibile e infine che questa scelta individuale non infranga in alcun modo le regole pedagogiche dell’istituto. Ciò detto, portare il velo a scuola non impedisce di per sé l’emancipazione della donna musulmana. Anzi, gli permette di aprirsi al mondo, e soprattutto di potere accedere all’insegnamento. L’emancipazione passa infatti per l’istruzione, il lavoro e la vita in società”.
Al di là del fenomeno mediatico, la partecipazione politica di persone provenienti dall’immigrazione è un fatto consolidato in Belgio, nel cui parlamento federale siedono già 7 deputati d’origine non europea su 150 e 8 senatori su 71. Le elezioni che si sono svolte domenica scorsa per i parlamenti regionali sono state segnate da una partecipazione importante, soprattutto dei candidati d’origine magrebina, presentatisi sotto i colori del partito socialista (PS), dei liberali, dei verdi e dei democratici di centro. La partecipazione di candidati d’origine extracomunitaria non è stata importante soltanto sul piano del numero, ma anche del profilo dei candidati: giovani, laureati, quadri, ricercatori. Nel solo Parlamento regionale di Bruxelles, su 75 deputati 24 sono d’origine non europea, (erano 18 nel 2004). (cc)
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