Cinquecento posti in più negli asili nido. Gli orari non cambiano

Secolo XIX 5/6/09
la decisione
CINQUECENTO in più all’asilo nido, e così Genova potrà diventare la capitale dei piccoli, tanto che il sindaco Marta Vincenzi lancia un appello: «Genovesi, fate più figli, ora potrete trovar posto negli asili per loro».
L’accordo con i sindacati è stato siglato nelle scorse ore e prevede una diversa modulazione dei turni di lavoro delle educatrici, che verrà realizzata guardando all’effettiva domanda contenuta nelle autocertificazioni dei genitori. Ma ora cosa cambia? I posti in aggiunta – capaci di esaurire o quasi la lista d’attesa di chi non è riuscito a entrare – “costeranno” qualche euro in più a chi avrà l’esigenza di lasciare il proprio bambino oltre l’orario canonico o di portarlo prima dell’orario di ingresso. «Cifre comunque basse», assicura Paolo Veardo, assessore alla Scuola, sottolinea il primato nazionale di Genova. Il Comune con questo accordo mira a superare la percentuale fissata dal consiglio europeo di Lisbona che indica un 33% di risposta alla popolazione nella fascia di età 0-3 entro il 2010. Ma la Cgil frena: «Entro il 15 luglio dobbiamo vagliare il progetto per l’ampliamento. Per ora non è stato fissato alcun ampliamento dell’offerta».
Il numero totale di posti negli asili nido genovesi passa così dagli attuali 1600 a circa 2100. La lista d’attesa all’inizio dell’anno scolastico 2008 contava circa 650 richieste non soddisfatte. I nuovi posti, frutto di un fitto lavoro a diretto contatto con le famiglie e di un accordo con i sindacati ed i lavoratori, derivano anche dall’ottimizzazione degli spazi esistenti, dalla revisione dei turni e dalla realizzazione di nuovi asili in zone oggetto di riqualificazione, come ad esempio Voltri. Prevista l’apertura di un asilo, a settembre, anche nella zona di Sarzano. Il costo della retta degli asili nido prevede cinque livelli a seconda della fascia di reddito. Ma per il 2009-2010 non sono previsti ritocchi, solo un aggiustamento per chi deciderà di usufruire della mezzora in più di servizio.
La variabile non chiarita è quella del rapporto educatrice-bambini. Oggi nella primissima fascia dei lattanti è di un educatore ogni cinque bimbi, nella fascia “semidivezzi” di 1 a 6, nella fascia “divezzi” di 1 a 8. «Il rapporto dipenderà dall’articolazione della copertura dei turni sulle esigenze reali richieste dai genitori – spiega Fulvio Francini della Uil – è presto per capire quale rapporto si creerà, sta di fatto che dopo decenni si è arrivati a una nuova organizzazione del lavoro molto attesa». Michele Sichenz è segretario generale della funzione pubblica Cgil, sindacato che in extremis ha firmato l’accordo. «Siamo stati impegnati a cancellare ogni riferimento alla scellerata legge regionale che vorrebbe portare gli asili, cioè un presidio educativo, nell’ambito di un servizio sociale. Per il resto staremo a vedere. La proposta di ampliamento dei posti deve ancora arrivare».
d. gri.

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