San Martino, pazienti in gabbia
Repubblica 03-06-09
Un recinto in cortile per i ricoverati in psichiatria, gli infermieri insorgono
Choc in ospedale
Il personale si rifiuta di accompagnare in quell´area gli ospiti della struttura: “Così si lede la dignità dei malati”
Infermieri e medici del reparto hanno già coniato una serie di soprannomi: “il recinto”, “la gabbia”, “lo zoo”. Il boicottaggio, all´ospedale San Martino, riguarda un´aiuola di circa sei metri di diametro, con dentro una palma e un pino, completamente circondata da una recinzione verde e con una porta di ferro chiusa a chiave. Si trova dietro la clinica psichiatrica e rappresenta lo spazio fumatori richiesto dal primario del reparto, il professor Filippo Gabrielli, per i suoi pazienti, che sono quasi tutti fumatori compulsivi. Per la direzione sanitaria – l´intervista al responsabile è in questa stessa pagina – era l´unica soluzione possibile.
Per gli infermieri è stata, invece, un´idea assurda, un´umiliazione cui verrebbero sottoposti i ricoverati. L´aiuola, infatti, non si trova in un´area interna al padiglione o comunque isolata. E´ invece situata lungo i viali della cittadella ospedaliera, dove camminano centinaia di persone ogni giorno, dove transitano o addirittura parcheggiano a pochi centimetri auto e scooter. Per gli infermieri si avrebbe l´”effetto zoo”, o polli in gabbia, come lo ha definito Giovanna Profumo, sul sito internet Oli (Osservatorio Ligure sull´Informazione).
Così hanno deciso di rifiutarsi di accompagnare i degenti all´interno dell´aiuola.
«L´area, con quella recinzione, non permette di garantire il rispetto della dignità della persona, ecco perché i nostri colleghi hanno preso questa decisione» spiega Carmelo Gagliano, presidente della sezione genovese dell´Ipasvi, il collegio degli infermieri professionali. «Oltre a questo aspetto, di solidarietà umana – aggiunge Gagliano – la recinzione a nostro parere non risponde ai criteri di sicurezza previsti dal progetto e soprattutto quel contesto certo non favorisce quella finalità terapeutica che prevede spazi comuni per uomini e donne che riconducano alla normalità. Gli infermieri del reparto comunque continueranno a far uscire e accompagnare dove possibile i pazienti».
Il caso nasce dall´esigenza di far rispettare in ospedale il divieto di fumo e allo stesso tempo concedere a pazienti problematici, sottoposti a fortissime tensioni, lo sfogo della sigaretta. La vetustà dei padiglioni rende complicate e costose eventuali modifiche per realizzare sale fumatori. Come spesso accade, fino ad oggi si è trovata una soluzione ufficiosa, tollerata, che è quella di permettere di fumare ai ricoverati, a gruppetti, nell´androne o poco fuori l´ingresso del reparto, sotto la sorveglianza degli infermieri.

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