Il direttore sanitario: “La soluzione migliore”

Repubblica 04-06-09

Gianni Orengo spiega le ragioni della scelta: misura temporanea in attesa del trasferimento del reparto

“Gli spazi e i tempi a disposizione sono ristretti, completeremo l´opera con panchine, sedie e tavolini”

«Mi rendo conto anche io che non è certo quella ottimale. Ma a fronte delle richieste, i nostri uffici tecnici hanno fatto il massimo, e quella era davvero la migliore soluzione possibile».
Gianni Orengo, direttore sanitario del San Martino non fa melina e parla chiaro: «Ci sono dei problemi, si possono criticare le scelte e trovare percorsi diversi, ma questo, vorrei essere chiaro, non mette in discussione i principi della legge Basaglia».
Il direttore sanitario spiega cosa è accaduto e cosa accadrà. «Intanto partiamo dalla clinica. Come è stato deciso con l´assessorato regionale, si sta provvedendo alla ristrutturazione dei reparti psichiatrici. Questo vuol dire che presto la clinica verrà trasferita e nel frattempo abbiamo già ridotto il numero dei ricoverati. Sono state avviate le procedure di gara per portare la clinica al padiglione 11, dove si trova già, in locali ristrutturati, il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura della Asl3. L´idea è quella di creare un campus psichiatrico, con la clinica che occuperà i locali del piano superiore. E in quel contesto ci sarà a disposizione un vero e proprio parco, con spazi ampi da dedicare ai pazienti».
Veniamo invece al recinto. «E´ una soluzione transitoria in vista del trasloco della clinica che è stato l´obiettivo principale deciso fin dal suo insediamento, dal direttore generale Barabino. Tra l´altro i lavori dell´aiuola devono essere ancora completati con panchine, sedie e tavolini. Purtroppo gli spazi e i tempi a disposizione sono ristretti. Abbiamo ridotto anche il numero dei ricoverati per garantire parametri di comfort dignitosi ai degenti. Ci siamo mossi con quello che c´era a disposizione. E´ difficile trovare uno spazio decoroso all´esterno e capisco le perplessità. Comprendo anche gli infermieri e faremo un incontro con loro per trovare eventuali alternative anche se credo sia difficile. Rispetto a niente penso che quell´area sia comunque una risposta».

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