D´Oria, Cassini e Gay Pride: l´assemblea è un tabù

Repubblica 04-06-09

Il caso

Alla vigilia della grande kermesse omosessuale, gli studenti non riescono a ottenere l´assenso per discutere del temaL´accusa dei ragazzi “Abbiamo chiesto la partecipazione a cinque sacerdoti, ma tutti ci hanno detto di no”. Motivo ufficiale dello stop: la necessità di non “sprecare” le ultime ore di lezione e l´assenza di alcune autorizzazioni

GLI STUDENTI di due prestigiosi licei genovesi, Cassini e D´Oria, avevano chiesto nelle passate settimane di poter discutere pubblicamente di omosessualità. Le assemblee d´istituto sono però state più volte rinviate, fino al definitivo annullamento dei giorni scorsi. I dirigenti scolastici hanno detto di no: niente dibattiti sull´orientamento sessuale. Non ora. Le spiegazioni dei presidi sono formalmente inattaccabili. In un caso è una questione di tempo – siamo in dirittura d´arrivo con l´anno scolastico e le ore di studio sono preziosissime – nell´altro di semplici autorizzazioni mancanti. Ascoltando ragazzi ed insegnanti, resta tuttavia il dubbio che la delicatezza del tema abbia giocato un ruolo decisivo. «La scuola genovese è preparata a confrontarsi pubblicamente sull´omosessualità?» dicono. C´è una seconda questione. Perché c´è un altro dubbio, un sospetto, una sottile ambiguità che andrebbe al più presto chiarita. Nel caso del Cassini, gli studenti avevano organizzato un dibattito al quale avrebbe dovuto partecipare – insieme a un esponente della comunità omosessuale – anche un prete. I ragazzi sostengono di essersi rivolti a cinque sacerdoti: in tutte le occasioni, dopo un primo contatto che sembrava positivo, avrebbero ricevuto un gentile ma secco rifiuto. Nessun prete si è più fatto avanti. Strano. Così strano che Riccardo Gottardi, segretario dell´Arcigay, forte di altri che lui chiama ‘segnali´, chiede polemicamente: «Perché alla vigilia del Gay Pride la Chiesa genovese evita qualsiasi tipo di esposizione pubblica sul tema?».

Tommaso Sica, rappresentante degli studenti del D´Oria, racconta che l´assemblea d´istituto era stata organizzata per il 13 maggio. All´incontro avrebbero dovuto partecipare Franco Grillini, militante omosessuale, ex deputato, e due responsabili dell´Arcigay genovese. «Il preside ci ha però chiesto di anticipare l´incontro al venerdì. Poi, nuovo cambio di data: il martedì successivo. Nessun problema, è stata la nostra risposta. All´improvviso è saltato fuori che ci voleva un´autorizzazione per gli ospiti esterni. Abbiamo dovuto rinunciare». Con qualche perplessità. «Voglio sperare che l´annullamento sia davvero dovuto ad una questione formale, e non al tema trattato».
Al Cassini l´idea degli studenti era quella di organizzare un dibattito sull´omosessualità tra un esponente della comunità gay ed un sacerdote. «L´importanza dell´argomento proposto e l´opportunità di trattarlo non erano assolutamente in discussione. Ma i ragazzi si sono un po´ troppo attardati nell´allestire l´appuntamento», spiega il preside Massimo Angelini. «Negli ultimi trenta giorni di scuola non sono previsti incontri o assemblee nelle ore di studio: c´è da terminare il programma, gli esami sono alle porte. Quest´anno abbiamo anche le elezioni, che comprimono i tempi». Qualcuno sostiene che diversi insegnanti e parecchi genitori fossero contrari. «Io ho ricevuto solo risposte positive. Organizzeremo l´assemblea il prossimo anno».
Nonostante tutto, a qualcuno il dubbio resta. Dice Riccardo Gottardi, segretario nazionale Arcigay: «Gli studenti desiderano affrontare il tema della sessualità e del suo orientamento attraverso un percorso ‘professionale´. Credo ci sia anche disponibilità nel corpo docente ad affrontare l´argomento. Ma con questa scuola mancano tempo e condizioni, e forse un po´ di coraggio da parte dei dirigenti scolastici che devono affrontare i genitori degli alunni e le conseguenze di una scelta ‘politica´. Un´importante occasione perduta. Peccato».

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