Povera Liguria, mille euro in due: Sotto la soglia il 10,5%. Solo in Meridione più famiglie indigenti
Repubblica 3-06-09
Pubblicato il rapporto annuale del ministero dello Sviluppo Economico. La preoccupazione dei sindacati e del mondo del volontariato
LA LIGURIA è la regione del Nord col maggior numero di famiglie povere. Sono il 10,5% degli abitanti, l´unico dato a due cifre dal Lazio in su, ben lontano dal Veneto, che ha solo il 3,4% di famiglie sotto il livello della povertà, ma molto distanziato anche dal Piemonte con il 7%. E il quadro si completa aggiungendo che già nel 2006 le famiglie liguri avevano un reddito medio inferiore a 25.000 euro, a differenza di tutte le altre regioni del Nord. I dati sono contenuti nel rapporto annuale del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del 2008 e tracciano la fotografia di una realtà che dal momento dell´analisi rischia di essere ulteriormente peggiorata. L´allarme lo aveva dato poche settimane fa la Comunità di Sant´Egidio, quando aveva lanciato la raccolta straordinaria di generi alimentari, per altro andata benissimo, per fare fronte a un´impennata di richieste di aiuto arrivate anche da famiglie “normali” a partire dall´inizio del 2009.Ora i numeri ufficiali dicono che già negli anni passati, in particolare nel 2007, anno al quale si riferiscono i numeri, la situazione era allarmante. Tecnicamente il ministero individua come povere le famiglie di due persone con un reddito mensile inferiore a 936 euro, parametrati in base al numeri dei componenti familiari, e in questa categoria rientrano appunto il 10,5% delle famiglie liguri. «E´ un dato che corrisponde a quello che emerge dalle nostre analisi congiunturali – commenta Bruno Spagnoletti, responsabile dell´ufficio studi Cgil – e fra le cause c´è sicuramente l´aumento della precarizzazione e della flessibilità del lavoro. L´aumento di occupazione che c´è stato negli ultimi anni non ha visto una crescita corrispondente della ricchezza, questo significa che la torta è stata divisa fra un numero maggiore di componenti e la povertà è cresciuta».
Certo la Liguria è lontana dai dati della Sicilia, la regione in testa alla classifica negativa, dove addirittura il 31,8% delle famiglie è sotto il livello di povertà, ma resta l´unica regione del Nord a superare il 10%, dietro addirittura al Lazio, che si ferma al 9,2%. «Sicuramente la situazione è peggiorata – conferma anche Renzo Miroglio, segretario generale della Cgil Liguria – oltre tutto nella prima metà del 2009 molti contratti precari sono andati ad esaurimento ed assistiamo al rientro in famiglie di tanti giovani che erano riusciti a conquistarsi faticosamente una sorta di indipendenza, in questo modo scende anche il reddito familiare». E tra i redditi medi si registra un altro elemento particolare in Liguria, anche nella distribuzione dei redditi la Liguria si avvicina alla regioni del Sud, perché mentre nelle regioni del Nord si registra generalmente un reddito mediano superiore alla media nazionale, con poche disuguaglianze all´interno, per la Liguria, come per la Valle d´Aosta il reddito medio è inferiore alla media nazionale, e è limitata anche la platea di persone con un reddito alto. «In Italia, ma soprattutto in Liguria noi registriamo una vera e propria emergenza anziani – segnala Doriano Saracino, della comunità di Sant´Egidio – negli ultimi anni è proprio questa fascia di popolazione che più spesso chiede aiuto perché non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, sono pensionati che avevano magari una pensione dignitosa che oggi non riesce più a coprire le spese fisse che sono sempre più alte». E sono anche questi che negli ultimi mesi sempre più spesso sono andati a chiedere aiuti alimentari alla comunità, tanto che le richieste nei primi quattro mesi del 2009 sono aumentate di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente. E´ stato un vero e proprio assalto, che ha esaurito le scorte, e ha spinto la comunità a lanciare una raccolta straordinaria di generi alimentari. «E´ andata benissimo – dice ora Saracino – e dobbiamo ringraziare tutte le persone che ci hanno aiutato permettendoci così di venire incontro alle esigenze di chi ha bisogno».

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