Consulta per l’handicap contro il Comune

Secolo XIX 03/06/2009
la polemica sul trasporto dei disabili
I vertici dell’associazione hanno invitato il sindaco
e i parlamentari liguri
all’incontro di martedì
9 giugno a Sampierdarena

SONO ai ferri corti la Consulta per l’handicap e il Comune di Genova. Terreno di scontro è il servizio di trasporto individuale lavorativo e riabilitativo, erogato da Palazzo Tursi, ma a condizioni, compresa l’ipotesi di una compartecipazione alla spesa in base al reddito Isee (indicatore della situazione economica) familiare, che ha scatenato le ire della Consulta. Nei giorni scorsi c’è stata una prima riunione con le famiglie che usufruiscono il servizio, ma la chiamata alle armi e per il 9 giugno (alle 10 al Centro Civico di via Buranello a Sampierdarena) per un incontro al quale i leader della Consulta vorrebbero vedere in prima fila il sindaco di Genova Marta Vincenzi e i parlamentari liguri.
Del servizio di trasporto a Genova usufruiscono 380 disabili; attualmente pagano una quota di 12 euro al mese se viene richiesto per la riabilitazione, 25 invece se è per motivi di lavoro. L’appalto per il servizio è scaduto a fine maggio e il Comune, in parte, ha già provveduto alla nuova gara. Il primo lotto assegnato riguarda il trasporto riabilitativo per 44 disabili gravi. Gli altri lotti saranno assegnati in futuro, ma la Consulta mette le mani avanti temendo «un mutamento radicale, in senso peggiorativo, del servizio perché – spiega Giacomo Piombo – le notizie che ci giungono sono davvero preoccupanti. La nostra preoccupazione, tutta da verificare comunque, è che questo nuovo soggetto abbia davvero l’esperienza specifica che il trasporto dei disabili gravi richiede».
La Consulta avrebbe preferito, come accade a Torino, l’impiego dei taxi per il trasporto dei disabili, servizio sperimentato anche a Genova e, per flessibilità e disponibilità, considerato il migliore. Ora, dopo che la gara per il trasporto dei soggetti più gravi è già stata assegnata, la Consulta spera che «almeno per il trasporto dei disabili che lavorano, il servizio di radiotaxi possa essere recuperato».
L’altro aspetto che preoccupa e non poco la Consulta è la compartecipazione alla spesa sulla base del reddito Isee familiare. «Ci si dimentica con troppa facilità che i nostri figli – conclude Piombo – hanno sussidi ridicoli e che ogni euro risparmiato serve per assicurare un futuro che diversamente non potranno avere».
La replica di Palazzo Tursi è affidata all’assessore ai servizi sociali Roberta Papi. «La gara sul trasporto dei disabili era europea, ma sono ancora in corso tutte le verifiche del caso – spiega – e dal primo di giugno il servizio è in proroga». Anche sul secondo argomento, la compartecipazione delle spese, il Comune sembra muoversi cautamente: «È materia molto controversa, ci sono sentenze che dicono che bisogna tenere conto dell’Isee familiare e altre che bisogna riferirsi al reddito individuale. Il Comune è orientato a tenere conto di quest’ultima oppure andare avanti con l’attuale forma di compartecipazione alla spesa».
Al. Cost.

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