La russa: è il sindaco che non vuole i militari, Vincenzi: più polizia

Secolo XIX 29/5/09
la polemica
NON APPENA si tocca il tema sicurezza, la polemica è più che sicura. E parte immediato il botta e risposta. Ieri pomeriggio, tra il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il sindaco, Marta Vincenzi e la senatrice Pd, Roberta Pinotti. Durante una passeggiata nei vicoli, dice La Russa: «Con le ulteriori mille unità di soldati destinati alla sicurezza nelle strade, anche i prefetti di altre città che ancora non li hanno utilizzati potranno averli. È chiaro che saranno privilegiate quelle dove i sindaci e le amministrazioni comunali saranno collaborativi – continua il ministro – Se a Genova non ci saranno, la responsabilitàè tutta dell’amministrazione e del sindaco Vincenzi». Non manca poi il suggerimento: «Una presenza fissa dello Stato, giorno e notte, davanti alla Commenda perché non è possibile abbandonare queste testimonianze della grandezza di Genova ad un degrado simile».
Più che immediata la replica di Roberta Pinotti, responsabile nazionale difesa del Pd: «Il ministro la Russa dovrebbe aver cura, pur essendo in campagna elettorale, di non dimenticare il rispetto e la collaborazione tra istituzioni dei diversi livelli di governo, che è sempre una buona pratica». E chiarisce: «L’invio dei militari nelle cittàè un’operazione demagogica, che non serve a garantire la sicurezza nei centri urbani. I problemi di ordine pubblico si risolvono investendo sulle forze di polizia, sull’assunzione di agenti, sulle “volanti”. Dunque, se non vuole inviare militari a Genova, come ha detto, faccia pure. Ma ci mandi più poliziotti, come nelle altre città italiane».
Sulla stessa scia, le parole di Marta Vincenzi. Che al termine del consiglio comunale, commenta: «Il ministro La Russa è in campagna elettorale, ma dovrebbe fare affermazioni più corrispondenti alla realtà. Il decreto Maroni – tiene a puntualizzare la prima cittadina di Genova – non dice che sono i sindaci a richiedere l’esercito. Detto questo, sono sempre stata contraria all’esercito. Che ritengo strumento improprio, per garantire la sicurezza. Mentre un rafforzamento delle forze dell’ordine sarebbe certamente più utile».
Come dire: il sindaco mantiene la stessa posizione assunta quando scoppiò la polemica per la mancata richiesta d’invio di militari nel capoluogo ligure. Analoga coerenza di posizione del prefetto, Annamaria Cancellieri. Che già alcuni mesi fa, sulla presenza era parsa più possibilista. Ma a una condizione molto precisa. La stessa ribadita ieri pomeriggio. Ovvero: «Sono favorevole. Purché i militari vengano occupati per postazioni fisse, non in giro per i vicoli. Ma ben vengano come presidio di porti, aeroporti, stazioni e perché no, anche un museo».
Il prefetto rimanda all’esempio della Sicilia. E ricorda: «L’operazione “Vespri Siciliani” fu un successo. Proprio perché i militari vennero impegnati in vigilanze fisse. La città ne trasse beneficio. La presenza di militari è cosa delicata. Va nel luogo giusto e nel posto giusto». Una pausa e Annamaria Cancellieri aggiunge: «Confermo quant’ho già detto mesi fa: se ci consentono di dirottare altre forze sul territorio, sono favorevole. Ma la scelta dev’essere, oltre che del sindaco, del Comitato per la sicurezza. Personalmente, ribadisco di essere contraria all’invio di militari per il pattugliamento del centro, che è un territorio delicato. Nulla osta, però, per me, alla vigilanza di zone fisse».

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