G8, primi blitz dei No global
Repubblica 29-05-09
Roma, vernice rossa e bagni nelle fontane. Oggi al via il summit
Capitale blindata per il corteo di domani. In campo oltre 3000 poliziotti e carabinieri
ROMA – Secchiate di vernice rossa come il sangue, versate sui muri della sede romana dell´Organizzazione internazionale per le migrazioni che «tace sugli abusi, gli stupri e le torture»; un arrembaggio collettivo alla Barcaccia, la storica fontana in piazza di Spagna, perché «siamo tutti clandestini, e siamo tutti sulla stessa barca». Così i ragazzi della “Rete NoG8″ hanno aperto ieri la contestazione ai ministri dell´Interno e della Giustizia degli Otto grandi, riuniti a Roma fino a domani per il G8 della Sicurezza e dell´Immigrazione.
È il primo vero test per il summit dell´Aquila dopo la battaglia di Torino: i temi – dal contrasto alla criminalità organizzata alle strategie per aggredire i patrimoni mafiosi; dall´immigrazione illegale alla sicurezza urbana e alla lotta al terrorismo – sono tra i più scottanti, ma dall´intelligence arriva il segnale verde. Non ci sono conferme della presenza di black bloc dall´estero, ed è ufficialmente scongiurato il rischio che si fossero nascosti tra i tifosi inglesi e spagnoli venuti a Roma per la finale di Champion´s. Anche le proteste spalmate in mezza Italia alleggeriscono la pressione sulla Capitale, che tuttavia è blindata da migliaia di uomini in divisa e da centinaia di agenti in assetto anti sommossa.
Per far sentire la loro voce i ragazzi dei centri sociali, i migranti, i precari e i comitati di lotta per la casa riuniti nella Rete NoG8 hanno scelto quelle che chiamano «azioni comunicative», e giurano che «se ci saranno violenze sarà colpa della polizia». Il primo blitz è scattato ieri pomeriggio in via Nomentana: un centinaio di attivisti hanno occupato la sede dell´Oim, accusato di essere «al servizio dei governi», urlando al megafono il capo d´accusa, cioè il silenzio sugli abusi a «migranti e richiedenti asilo in transito in Libia: l´Oim convive con le politiche razziste, mascherata da impegno umanitario e solidale». «Siamo amareggiati – protesta il portavoce, Flavio Di Giacomo – perché siamo antirazzisti, lavoriamo a favore dei migranti, li accogliamo a Lampedusa e siamo stati attaccati per il contrario». L´assalto è durato un quarto d´ora, ma i fumogeni e i cartelli con cui hanno bloccato il traffico hanno provocato la reazione furente degli automobilisti, e si è rischiato lo scontro.
Nuova protesta in piazza di Spagna, con l´ingresso nella “Barcaccia” sotto gli occhi strabuzzati di turisti e passanti. In serata, poi, sit-in sotto la prefettura per la cena di gala dei ministri, primo evento ufficiale del G8. Oggi, promettono, si replica. Altri blitz “comunicativi”, ad alto tasso di visibilità ma a bassa tensione: «Mireremo i luoghi simbolo del potere, come i ministeri». Le forze dell´ordine presidiano, ma minimizzano e hanno autorizzato il corteo delle 17 al Cei di Ponte Galeria. L´appuntamento vero resta la manifestazione conclusiva di domani, anche questa autorizzata. Un corteo che attraverserà il centro passando per l´Esquilino, il quartiere multietnico. I ministri, nel frattempo, saranno già ripartiti.

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