Contesta La Russa Bornacin lo colpisce
Secolo XIX 29/5/09
Pugno a un anarchico che era stato già bloccato
Genova. Sferra un pugno in faccia a un contestatore del ministro dell’Interno, dopo che l’uomo era stato bloccato dagli uomini della scorta. Protagonista dell’episodio, avvenuto ieri pomeriggio nel corso della visita di Ignazio La Russa nei vicoli di Genova, il senatore del Pdl Giorgio Bornacin. «Volevo solo difendere il ministro da quell’aggressore», ha dichiarato il parlamentare.
La scena è questa. Il numero uno della Difesa passeggia per via Pré, tappa della campagna elettorale per le Europee, dove è candidato con il Pdl nel collegio del Nordovest. È circondato dalla scorta e da alcuni uomini del Pdl, tra cui Gianni Plinio e il senatore Giorgio Bornacin, dai membri dell’associazione “Via Pré l’orgoglio di Genova” e dai cronisti che seguono la visita. Il clima è sereno. Parla con i commercianti, scambia due battute con alcuni residenti extracomunitari e riceve qualche apprezzamento da diversi passanti.
Tutto avviene in un attimo. Da dietro arriva un giovane che insulta La Russa e poi tenta di raggiungerlo. Viene subito fermato dagli uomini della scorta che lo immobilizzano contro una vetrina, mentre la testa del gruppo prosegue con il ministro. È a quel punto, mentre l’uomo è stretto nella morsa degli uomini della scorta, che Bornacin lo colpisce con un pugno al volto.
L’uomo viene fermato dai carabinieri e portato prima al comando provinciale dove viene identificato e trattenuto tutto il pomeriggio.
Si chiama Juan Antonio Sorroche, ha 32 anni, è spagnolo, vive in Italia da parecchi anni e risiede a Genova da qualche tempo. Si tratta di una persona nota alle forze di polizia che gravita nella galassia anarchica. Era già stato denunciato e arrestato varie volte. Una a Bologna e un’altra nel 2006 a Girona, in Spagna, in un’operazione congiunta dei carabinieri del Ros e della Guardia Civil, con l’accusa di appartenere al «gruppo di Rovereto» di anarchici insurrezionalisti.
All’interrogatorio ha preferito non rispondere e non ha opposto resistenza. È stato denunciato a piede libero per il reato di possesso ingiustificato di oggetti atti a offendere. Nel marsupio, infatti, riferiscono le forze dell’ordine, aveva attrezzi da elettricista, due cacciaviti e un tronchese. I militari hanno precisato che il senatore non verrà denunciato a meno che non sia Sorroche a sporgere querela.
«Ero inquieto perché ci avevano segnalato della gente sospetta e avevo consigliato di accorciare il giro – racconta il senatore – Quell’uomo non è un contestatore ma un aggressore. Non è mai accaduto che un ministro della Repubblica fosse aggredito nel centro storico». I carabinieri hanno però smentito che si sia trattato di un’aggressione.
«Non è arrivato al ministro, ma ci sarebbe arrivato se non l’avessero fermato – chiarisce Bornacin – Ho colpito quell’uomo perché le forze dell’ordine erano in difficoltà, non lo avevano bloccato del tutto. Ho visto che “ravanava” con le mani in basso, poi le forze dell’ordine ci hanno detto che aveva anche un coltello». Un altro elemento smentito dai carabinieri. E a domanda specifica Bornacin aggiunge: «Aveva le mani sotto, non so cosa aveva in mano».
La sequenza fotografica mostra chiaramente che l’uomo viene colpito mentre è bloccato contro una vetrina da due degli uomini della scorta. Non ha in mano alcun oggetto contundente, del resto anche Bornacin ammette di non aver visto che cosa aveva tra le mani. Nel flash che immortala la partenza del pugno, Sorroche ha le mani bloccate in alto, dagli uomini delle forze dell’ordine, non in basso come riferito dal senatore del Pdl. Il giovane è immobilizzato contro la vetrina di un negozio. Il colpo al viso arriva in questo momento. Il filmato viene ripreso e trasmesso dal Tg3.
Ignazio La Russa minimizza l’incidente. «Ho cercato di avvicinarmi e ho pregato di non fargli avere conseguenze giudiziarie negative, anche perché grazie a Dio non è successo niente – ha commentato – Spero davvero che non lo arrestino. Mi farò spiegare se è sano di testa. In quel caso, un giorno gli chiederò in cosa consisteva quel tentativo. Ho i miei anni e magari fossero stati questi i problemi quando facevamo politica negli anni Settanta».
Ma alla domanda se non sia stato eccessiva la reazione del parlamentare, La Russa replica: «Io non l’ho visto. Perché, chi l’ha colpito?». A confermare di aver colpito il giovane con un pugno è lo stesso senatore del Pdl, in più di un’occasione davanti ai giornalisti. «Lui dice che l’ha colpito per fermarlo, ma io smentisco – risponde con un sorriso – In realtà il suo intervento è stato inutile perché i carabinieri, successivamente, lo hanno bloccato». Di fronte alla versione fornita dello stesso Bornacin, il ministro conclude: «Ha voluto dimostrare che è ancora un baldo giovine e noi gli crediamo sulla parola».
Durissime le reazioni di Sinistra e Libertà, che chiede le dimissioni del senatore del Pdl. «Foto e immagini sono inequivocabili – attacca Simone Leoncini, coordinatore regionale del partito – Si tratta di un gesto inqualificabile, ingiustificato e di una gravità assoluta, che non può permettersi di compiere un senatore. Nella sequenza si capisce che di fronte ha un poveretto, ma questo non ne diminuisce la portata. Anzi. Chiediamo le sue immediate dimissioni. Dopo un gesto del genere abbia la dignità di farsi da parte».
Marco Grasso

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