Infermieri stranieri, Regione contro San Martino
Repubblica 28/5/09
Montaldo: “Sbagliato escluderli dal concorso. La legge consente di assumerli”
L´ospedale non li aveva ammessi al bando per l´assunzione di infermieri “perché stranieri”
DONATELLA ALFONSO
LA FIRMA di Claudio Montaldo, assessore regionale alla Sanità, chiude una lettera concisa quanto perentoria: gli extracomunitari, così come prevede la legge, se hanno i titoli possono, anzi devono essere ammessi al concorso per operatori parasanitari al San Martino. E la Liguria si muoverà perché dell´argomento si occupi anche la conferenza stato-regioni. Quindi, «pur riconoscendo la delicatezza della questione, si invita a voler attentamente approfondire gli aspetti giuridici che hanno portato l´ospedale ad assumere la decisione». La condanna della Regione, dopo le rivelazioni di Repubblica sull´esclusione di cinque persone con regolare permesso di soggiorno, provenienti d Filippine, Ecuador e Perù, è categorica. Montaldo parla di «decisione sbagliata, purtroppo vera», e chiede ai dirigenti del nosocomio di rivederla. Anche perché la Liguria ha già adottato norme di inclusione degli stranieri dai concorsi pubblici nella sanità: purché regolari. «In questa Regione e nelle nostre aziende abbiamo consuetudini diverse – ha spiegato Montaldo a margine del consiglio regionale – Per superare la norma che impedisce di ammettere ai concorsi persone che non hanno la cittadinanza italiana, si fa riferimento a numerose sentenze che vanno in direzione contraria» .
Alla direzione del San Martino era già arrivata una lettera da parte dei sindacati, come chiarito dall´avvocato Alessandra Ballerini per conto della Cgil, che ipotizza un ricorso al tribunale per rimuovere le discriminazioni razziali.
Poco importa, a questo punto, che il San Martino faccia riferimento alla norma del 2001 che equipara gli operatori socio-sanitari ai “pubblici ufficiali”, forzatamente di cittadinanza italiana. Non è vero, insiste Montaldo, abbiamo già deliberato diversamente, adeguatevi. Parere diverso da Gianni Plinio (pdl) che invece ribadisce la necessità della cittadinanza italiana per i concorsi, a meno che la prova sia disertata dagli italiani. C´è tempo per cambiare le carte, e far partecipare i cinque aspiranti in più alla prova di concorso, fissata per il 10 giugno?

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