Esulta Maroni: «Sbarchi dimezzati Lampedusa vuota»
Manifesto 28/5/09
ITALIA
Stefano Milani
Il solito spot governativo. Che, a dieci giorni dalle elezioni europee, non guasta mai. Tutto già visto e già sentito: sbarchi dimezzati, stanze dei Cie vuoti, l’immigrazione clandestina debellata. Roberto Maroni più che a un Question time, ieri alla Camera, pareva presenziare una televendita. Sul piatto i soliti «successi» del suo governo in tema di lotta all’immigrazione, che tanto piacciono agli esponenti della Lega. Ad ogni «problema» una «soluzione». Il flusso di sbarchi di clandestini sulle coste meridionali dell’Italia? «Si è praticamente azzerato». Il centro di identificazione ed espulsione di Lampedusa? «Vuoto. Gli ultimi 20 clandestini richiedenti asilo portati nei centri competenza». Come dire, cari italiani potete tranquillamente togliere il cellophane dall’ombrellone e prenotare una settimana sull’isoletta siciliana, nessuno vi disturberà.
Un risultato raggiunto, secondo il titolare del Viminale, da un lato grazie «agli accordi con la Libia, all’impegno delle autorità libiche, ai pattugliamenti congiunti, che sono partiti» e dall’altro, naturalmente, grazie «all’azione svolta dal governo italiano, anche in nome e per conto di tutti gli altri Paesi europei, perché l’Italia è il Paese di ingresso in Europa da parte degli immigrati clandestini».
Quanto alle prossime mosse dell’esecutivo, che erano poi il tema vero dell’interrogazione, Maroni fa sapere che andrà avanti «senza tentennamenti» e continuerà a chiedere all’Unione europea quell’impegno «che finora è mancato». Nei prossimi giorni il ministro leghista incontrerà le autorità libiche in vista del Consiglio europeo dell’interno e della giustizia del 4 e 5 giugno: il governo di Gheddafi chiede infatti un impegno maggiore della Commissione europea per gestire l’immigrazione clandestina nel Mediterraneo, il contrasto all’immigrazione clandestina e l’aiuto ai Paesi da cui l’immigrazione parte.
Tema, quello dell’immigrazione, toccato ieri anche da Renato Schifani. Il presidente del Senato non sposa la linea «ragionevole» del collega Fini, ma accenna qualche timido passo avanti, tipo: «Gli immigrati sono una risorsa». Certo, «ce ne sono tanti altri che rappresentano ancora una minaccia alla sicurezza dei cittadini». Ma da Schifani non si può pretendere tanto.

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