Dialetto a scuola, la Lega accelera
Secolo XIX 28/05/2009
la proposta di legge
Avviato l’iter
in commissione Cultura, alla Camera. La relatrice Paola Goisis: «Spero nel via libera entro settembre»
Roma. È decollato ieri in commissione Cultura alla Camera l’iter della proposta di legge della Lega (prima firmataria la capogruppo del Carroccio in Commissione, Paola Goisis) che propone che nei programmi scolastici, dal prossimo anno, entri l’insegnamento delle specificità culturali, geografico-storiche e linguistiche regionali.
Il testo prevede anche l’ipotesi di piani di studio personalizzati con specifiche unità didattiche dedicate allo studio delle tradizioni locali.
«Una chiara consapevolezza delle proprie origini – dice la Goisis che è anche relatrice del provvedimento e che ieri mattina ha svolto la sua relazione in commissione – è fondamentale per essere parte del mondo e tra l’altro bisogna considerare il fatto che l’Italia è un Paese tutto particolare fatto di tante regioni che sono state degli Stati e dunque è giusto tener conto di queste radici».
Nella sua relazione, tra l’altro, la deputata leghista sottolinea come: «Lo studio della geografia e della storia, dovrà essere più specializzato e più dettagliato per le realtà regionali. Il Risorgimento stesso deve essere ri-studiato su basi anche regionali, entro cui il contributo assai diverso delle varie regioni va debitamente illustrato. Ad esempio lo studio della realtà Sabauda per gli studenti del Piemonte può assumere un’importanza non inferiore a quella che riveste lo studio della realtà Borbone per gli studenti delle regioni meridionali o del califfato arabo e dei ducati normanni per gli studenti della Sicilia».
La Goisis spiega che la discussione sul provvedimento riprenderà in commissione dopo le elezioni e auspica che il testo possa avere il via libera prima di settembre. «So che servirà un’opera di mediazione – sottolinea – ma deve essere chiaro che qui non si vuole rivendicare solo la storia del Veneto, ma si vuole approfondire la conoscenza di tutte le storie delle nostre regioni». Plaude alla proposta il ministro della Politiche agricole, Luca Zaia: «È questa la strada da seguire: non è con le sentenze dei tribunali che si decide quale cultura trasmettere ai nostri giovani».

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