Concorso senza stranieri Regione contro San Martino

Secolo XIX 28/5/09
polemica sugli infermieri immigrati esclusi
Il giuslavorista Ichino: «Parità di trattamento». L’ospedale: rischio ricorsi
È SCONTRO aperto adesso tra Regione e ospedale San Martino sul concorso per cinque posti da infermiere (oltre 500 domande) da cui sono stati esclusi gli extracomunitari privi di cittadinanza italiana. L’assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo la definisce una «decisione sbagliata», e chiede ai vertici dell’ospedale di rivedere la decisione. Mauro Barabino, direttore generale dell’ospedale replica: «Abbiamo solo applicato la legge. Comunque obbediamo alle osservazioni dell’assessore e rivaluteremo il caso». Dunque la Regione chiede di non applicare la legge? Non è proprio così scontata la questione. Anzi, è davvero complicata.
Ci sono tante norme che, apparentemente, dicono cose diverse. E tanti cittadini extracomunitari (per gli europei il problema non si pone), che alla fine entrano nei posti pubblici, ma solo dopo un ricorso e un lungo iter legale. Chi ha ragione? Il senatore Pd e giuslavorista Pietro Ichino non ha dubbi: «L’Italia ha ratificato un trattato dell’Organizzazione internazionale del Lavoro che stabilisce che lavoratori italiani e stranieri regolari hanno diritto a parità di trattamento».
L’equivoco nasce da un coacervo di norme da cui è difficile venirne a capo. Le corti hanno emesso sentenze talvolta discordi. E le Regioni applicano trattamenti diversi. «A Torino, Viareggio e Treviso per citare alcune città fanno quello che facciamo noi, ai concorsi accettano nostri concittadini – aggiunge Barabino – Il rischio è che se annulliamo tutto, facciano ricorso gli altri, gli italiani».
A Genova esistono decine di casi di cittadini stranieri che hanno partecipato a concorsi pubblici, ma sono stati esclusi per essere sprovvisti delle cittadinanza italiana. Contro queste decisioni hanno fatto ricorso e spesso hanno vinto. «Ho una cliente che è adesso lavora come infermiera proprio al San Martino, ed esistono decine di altri casi – dice l’avvocato Roberto Faure, da sempre attivo per i diritti degli stranieri – Il punto ha già subito delle ordinanze del tribunale di Genova e del Tar che chiedono porre fine a questo comportamento discriminatorio».
La strategia processuale di questi ricorsi si basa sul Testo unico del 1998 sull’immigrazione, la legge che discende dal decreto Turco-Napolitano. «La legge prevede che gli stranieri non possano essere discriminati, nemmeno nei concorsi pubblici – continua Faure – La legge recepisce un trattato internazionale».
Chi sostiene che siano solo i cittadini italiani ed europei ad aver diritto a partecipare ai concorsi si rifà a un decreto del presidente della Repubblica del 2001 e ad alcune sentenze della Cassazione, che hanno stabilito come non sia un atto discriminatorio favorire un italiano in un concorso. «Montaldo sbaglia, c’è una legge italiana e va rispettata – attacca Luigi Morgillo, Pdl, vicepresidente del consiglio Regionale – Il decreto del 2001 parla chiaro: solo i cittadini comunitari possono accedere ai concorsi pubblici».
Non è così secondo Ichino: «La convenzione internazionale dell’Oil del 1975 è stata ratificata con legge dello Stato italiano. Se un regolamento viola questa regola esso è nullo e se a violarla è una legge deve essere impugnata per incostituzionalità: la Costituzione vincola il legislatore al rispetto degli obblighi internazionali della Repubblica».
«Questa è discriminazione bella e buona – denuncia Patrizia Bellotto della Cgil – Non ci sono motivi di natura professionale che impediscano a personale qualificato di partecipare a una prova sulla base della nazionalità. Lo dimostrano anche fior di ricorsi vinti, anche a San Martino. Il rischio è che in questa miriade di norme ognuno tiri al proprio scopo. Con il Galliera dopo un ricorso vinto, abbiamo concordato un regolamento: adesso non c’è più il requisito per la cittadinanza e lo stesso vale per i concorsi in Provincia».
Adesso bisognerà vedere come si muoverà il San Martino di fronte alle richieste di Montaldo. Intanto applaude la decisione l’avvocato Alessandra Ballerini, a cui si sono rivolti cinque degli stranieri esclusi: «Sono contenta posizione della Regione: un’interpretazione, in un contesto dove tutto prevale discriminazione. Del resto, i vertici del San Martino non ci hanno spiegato su che base abbiano respinto queste persone».

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