“Siamo onesti e capaci, perché avete paura di noi?”
Repubblica 27-05-09
Promosso
Lo sfogo di un peruviano: nel 2004 ha ottenuto un diploma con il massimo dei voti. Ma non basta “Lavoriamo nel privato E ormai siamo italiani come voi”
E´ ARRIVATO nel capoluogo ligure diciannove anni fa, con la moglie ed un bimbo di pochi mesi. Qui è nato il suo secondo figlio, qui vivono le due sorelle e la madre. Ha lavorato fin dal primo giorno come infermiere, e così le sorelle, e la moglie come badante. Permesso di soggiorno, contratto. Non è mai più tornato in Perù perché – spiega – Genova è ormai casa sua, è la sua terra. Ha la carta di soggiorno e se non ha ancora preso la cittadinanza è solo per una questione di pigrizia, tutta colpa di quella comprensibile insofferenza che ti prende davanti alle inevitabili lungaggini burocratiche. Però Juan Florian F. ha capito la lezione. Sulla propria pelle. Perché non importa se a questa città e a questo paese hai dedicato metà della tua vita onesta, la tua e quella di tutti i tuoi familiari. Non importa. Ci vuole un maledetto pezzo di carta. «Altrimenti con conti nulla, sei un individuo di serie B».
Juan Florian fa l´infermiere al Don Orione e conosce benissimo il mestiere. Nel 2004 ha ottenuto al Galliera un diploma con il massimo dei voti. Si è ripresentato all´ospedale di via Mura delle Grazie per sostenere un concorso: «Allo scritto ho preso 28 su 30, ho passato l´orale. Sono in graduatoria, aspetto». Poi si è rivolto al San Martino, candidandosi per una selezione analoga: Operatore Socio-Sanitario, Categoria B. Anche a lui è arrivata una lettera di esclusione dall´azienda ospedaliera. «Che ingiustizia. Ci fanno fare il tirocinio negli ospedali pubblici, lavoriamo nelle strutture private. Siamo persone oneste, capaci. Siamo qui, siamo italiani come voi: perché continuate ad avere paura?».
Come gli altri stranieri esclusi dal concorso, si è rivolto all´avvocato Alessandra Ballerini. Che spiega: «Pretendere la cittadinanza italiana è una discriminazione. Lo hanno già detto i giudici, e lo ha chiarito indirettamente anche la legge Bossi-Fini: tra gli ingressi per motivi di lavori al di fuori dei flussi, tra le categorie espressamente indicate – oltre, tanto per fare un esempio, ad artisti e calciatori – c´è anche quella degli infermieri professionali, da assumere presso strutture sanitarie pubbliche e private».

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