Il pacchetto sicurezza slitta a dopo le Europee
Secolo XIX 27/05/2009
decisione della commissione senato
I vescovi criticano il testo già licenziato alla Camera. Palazzo Madama prende tempo, ma non sembra voler rallentare l’iter
ROMA. Nel giorno in cui il segretario generale della Conferenza episcopale, monsignor Mariano Crociata, ribadisce «l’esigenza imprescindibile del rispetto e della salvaguardia dei diritti fondamentali di ogni persona umana», le commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato danno il via all’iter del disegno di legge sicurezza a Palazzo Madama.
I vescovi non entrano direttamente nel merito del provvedimento della discordia, ma la loro critica al testo licenziato a Montecitorio il 14 maggio scorso e ora arrivato all’attenzione della Camera Alta è particolarmente evidente.
«Di fronte a questo richiamo del rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona – aggiunge il numero due della Cei nella conferenza stampa convocata per la 59a Assemblea generale – non possiamo non solo retrocedere, ma dobbiamo tornare a ribadire questo». La questione dell’immigrazione, prosegue il prelato, va affrontata perseguendo l’obiettivo dell’«integrazione», affinché si possa «crescere insieme in una realtà coerente».
A Palazzo Madama, intanto, le due commissioni ascoltano la relazione dei presidenti – per gli Affari Costituzionali Carlo Vizzini e per la Giustizia Filippo Berselli – e, nella conferenza dei capigruppo, si decide di calendarizzare l’esame del testo in Aula, comunque, dopo il voto del 6-7 giugno. Da questa mattina, infatti, comincerà la “settimana bianca”, ovvero si entra nei sette giorni di non lavoro per consentire ai parlamentari di seguire la campagna elettorale.
«Alla prossima riunione dei capigruppo – spiega il presidente dei senatori della Lega, Federico Bricolo – decideremo quando calendarizzare il ddl in Aula. Anche tenendo conto dei lavori delle commissioni. Bisogna vedere a che punto saranno arrivati. Poi si deciderà».
Se l’esame del testo, insomma, sarà finito per tempo, si fa capire nella maggioranza, si potrebbe pensare anche di mettere il disegno di legge all’ordine del giorno dell’Aula prima del ballottaggio. Ma su questo punto ha espresso forte contrarietà il vicepresidente dei senatori del Pd, Nicola Latorre che, nella riunione dei capigruppo di ieri, ha chiesto di far slittare l’esame del provvedimento per la sicurezza alla fine della tornata elettorale. Cioè senz’altro dopo il 21-22 giugno, data in cui sono in calendario ballottaggi e referendum.

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