Concorso per infermieri, esclusi gli immigrati

Repubblica 27-05-09

La Cgil: “Grave discriminazione”. Il San Martino: “Per legge devono essere italiani”
Il sindacato: “Ci avevano già provato, ma si erano ricreduti dopo le sentenze ”
L´ospedale: “Non è un decreto arcaico ma una norma del 2001. Chi vuole può fare ricorso “

NONOSTANTE le intimazioni dei giudici e il buon esempio di strutture come il Galliera, le porte del San Martino restano chiuse per gli infermieri di origine straniera. Almeno cinque di loro, di diverse nazionalità e in possesso di regolare permesso o addirittura carta di soggiorno, da anni residenti e impiegati nel capoluogo ligure, sono stati esclusi da un concorso pubblico per operatore socio-sanitario indetto dall´azienda ospedaliera. «Mancanza del requisito della cittadinanza italiana o europea», recita la lettera firmata qualche settimana fa da Claudia Storace, direttore delle risorse umane. Niente extracomunitari in reparto, solo italiani. Non vale la prassi in vigore presso tutte le altre cliniche pubbliche o private. Non valgono soprattutto precedenti ordinanze del tribunale genovese, che hanno imposto al San Martino l´assunzione di personale sanitario immigrato. Per la Cgil si tratta di una «pesante forma di discriminazione». Il sindacato chiede all´ospedale di ripensarci, e alla Regione Liguria di intervenire. I cinque stranieri si sono rivolti ad un avvocato per denunciare quello che definiscono «un atto di razzismo». Ma il San Martino, attraverso lo stesso direttore delle risorse umane, non sente ragioni e ribatte: «Questa è la legge».
Nell´ultimo concorso pubblico per titoli ed esami ci sono in palio cinque posti da operatore socio-sanitario. Tra gli iscritti c´erano anche cinque stranieri, o forse più. Cinque sono comunque quelli che hanno chiesto aiuto alla Cgil dopo aver ricevuto la lettera di esclusione. Sono peruviani, filippini ed ecuadoriani. Vivono e lavorano a Genova come infermieri da anni presso istituti privati. Alcuni hanno partecipato ad un analogo concorso indetto dal Galliera, e sono in graduatoria. Ma alla selezione del San Martino no, non è stato possibile prendere parte. Ricevuta la domanda, l´otto aprile scorso l´azienda ospedaliera ha deciso per l´esclusione. E nelle settimane successive l´ha comunicato ai candidati.
«Una gravissima discriminazione», accusa Patrizia Bellotto, di Cgil Funzione Pubblica ma a nome anche della Cgil Immigrati e confederale. «In passato il San Martino aveva già imposto il divieto agli infermieri stranieri, ma si era dovuto ricredere dopo le decisioni prese dai giudici genovesi. Adesso ricominciano, tirando in ballo una norma arcaica secondo cui un ‘pubblico ufficiale´ deve necessariamente essere cittadino italiano. Crediamo che per questa ‘pubblica funzione´ siano necessarie altre qualità, che queste persone possiedono. C´è una giurisprudenza consolidata che prevede l´ammissione ai concorsi pubblici senza il requisito della cittadinanza. E infatti negli altri ospedali non accade nulla del genere».
Ma Claudia Storace, funzionaria del San Martino, sostiene il contrario. «Non è un decreto arcaico, parliamo di una normativa concorsuale del 2001: che prevede esplicitamente il requisito della cittadinanza italiana. Chi è stato escluso potrà fare ricorso, decideranno i giudici. Attenzione però, perché la giurisprudenza è tutt´altro che univoca».
Nel luglio di cinque anni fa il giudice Francesco Mazza Galanti aveva accolto il ricorso di una cittadina peruviana – residente a Genova e in possesso di carta di soggiorno – che era stata esclusa da un´analoga selezione bandita dal San Martino per operatore socio-sanitario. Ordinando l´assunzione della straniera, il giudice – parlando di «discriminazione» – scriveva: «La tesi secondo cui gli infermieri professionali potrebbero essere assunti da enti ospedalieri solo se cittadini italiani o comunitari è, ai sensi della vigente normativa, destituita da ogni fondamento».

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