Case popolari, riaperto il bando per l’assegnazione
Secolo XIX 27/5/09
nel 2008 quasi tremila domande valide
Ma solo una famiglia su 10 la otterrà. Tursi: «Mancano i fondi da Roma»
SI RIAPRONO i “giochi” per l’assegnazione delle case del Comune, ma tra le centinaia di famiglie aventi diritto (2.884 le domande ritenute valide nel 2008), nemmeno una su dieci potrà essere accontentata. La constatazione politica è quella di sempre, e Bruno Pastorino – assessore alle Politiche abitative – non si tira indietro quando è il momento di ripeterla: «Il governo ci promette soldi dal 2005. Ogni volta che facciamo pressioni conferma gli impegni, ma il denaro non arriva». Risultato: 977 appartamenti (suddivisi equamente tra proprietà del Comune e proprietà di Arte) non risultano al momento disponibili perché da ristrutturare. E non è che la povertà aspetti tempo: nel 2008, 600 famiglie in più dell’anno precedente hanno chiesto una casa pubblica. Il 17% dei richiedenti è composto da una donna sola con figlio o figli e il 15% sono cittadini stranieri. Gli anziani non mancano, ma sono meno di quello che si potrebbe pensare: gli over 65 non superano infatti il 6-7% del totale.
Dunque, si riapre la “finestra” per richiedere una casa popolare. Come ogni anno sono invitati a presentare domanda sia i nuovi richiedenti sia i “vecchi”: in un anno la situazione potrebbe essere cambiata, per questo Tursi chiede di ripresentare la documentazione. La posizione in graduatoria conquistata l’anno scorso può quindi cambiare, in meglio o in peggio a seconda di nuovi ingressi o più rare fuoriuscite dalla lista. In occasione dell’ultimo bando, nel 2008 oltre tremila persone avevano presentato domanda e i nuclei familiari ritenuti idonei erano stati 2.929. Lo scorso anno sono stati assegnati 191 alloggi; 230 nel 2007, 197 nel 2006, 235 nel 2005. Trend costante nelle assegnazioni, ma il bisogno continua a crescere. Nei prossimi mesi si capiranno gli effetti della crisi sulla richiesta-casa: una crescita dei richiedenti è comunque già certa, dal momento che in base a una recente legge regionale ha spostato da 14.294 a 15.300 euro l’asticella del limite di accesso sotto al quale si può presentare domanda (innalzato anche il limite di del valore delle proprietà immobiliari, da 49.383 a 62.847). La propria situazione va calcolata con il modello Isee, l’Indicatore di Situazione Economica Equivalente. Si tratta, è bene specificarlo perché in molti non lo sanno, di uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie che tiene conto di reddito, patrimonio e caratteristiche del nucleo familiare. Non corrisponde, dunque, al reddito, ma è una sommatoria di valori. «Per presentare domanda sarà sufficiente recarsi presso uno degli sportelli del cittadino presenti nei Municipi, oppure al Matitone, diciassettesimo piano – spiega Pastorino – esiste anche la possibilità di rivolgersi a una delle associazioni degli inquilini (Sicet, Sunia e Uniat, ndr)».
Parlando del patrimonio abitativo complessivo del Comune, Pastorino ha spiegato ieri che tra gli alloggi indisponibili occorre fare dei distinguo. Sulle case di proprietà del Comune 205 alloggi risultano in corso di manutenzione, 89 sono invece stati murati per impedire occupazioni abusive; 64 gli alloggi in ristrutturazione tra i non disponibili di Arte. I sei milioni di euro promessi a Genova da Roma darebbero una bella spinta al recupero di un patrimonio altrimenti destinato a rimanere in condizioni pietose.
Stefano Salvetti, presidente del Sicet, uno dei sindacati degli inquilini, sottolinea con un esempio la situazione di grandissima difficoltà: «Vengono da noi i muratori che non riescono più a lavorare, viene da noi il ragazzo con il contratto a progetto non rinnovato. Una situazione catastrofica». Roberto Simoncelli del Sunia annuncia prossime azioni per invitare il governo a rispettare gli impegni presi. «Così non si può continuare – dice – questo governo ha messo in piedi un piano casa che tiene conto solo di chi la casa ce l’ha già. Ci faremo sentire».

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