Un ponte, tanta galleria: ecco la Gronda
Repubblica 26/5/09
Meno case da abbattere, ma resta ancora il problema di Vesima
Pronto il tracciato di Autostrade, poi toccherà a Tursi e alla Regione, a cui compete la valutazione d´impatto ambientale
DONATELLA ALFONSO
TRA OTTANTA e novanta “unità abitative”, tra case rurali e appartamenti, da abbattere e sostituire (meno del previsto, ma ancora da definire quali e come); un tracciato che inizia dove la A26 si arrampica verso nord tra la galleria Pero Grosso e il viadotto Cerusa 1, praticamente corre in galleria fino a Bolzaneto, con poche “luci” in zone non abitate. Un unico ponte strallato e leggero, con un grande pilone centrale e due laterali, sul Polcevera: che rispetto a quanto prevedeva la soluzione due (quella peraltro che più viene ricalcata) va ad inserirsi ancora in galleria sotto Geminiano, evitando i viadotti e i tratti all´aperto; previsti invece nel nuovo disegno della connessione con la A7, più a levante dell´attuale (quindi spostata verso la A12, che verrebbe a sua volta raggiunta con un nuovo raccordo parzialmente in galleria), in maniera da rendere anche più facile la discesa della Genova-Milano sul nodo di San Benigno che a sua volta verrà rivisto. Questi i tratti fondamentali della Gronda di Genova, su cui i tecnici di Autostrade stanno apportando gli ultimi ritocchi e che dovrebbe venir presentata venerdì 29 a Tursi nel corso di una commissione consiliare ad hoc. «E´ stato fatto un enorme lavoro, tenendo conto di tutte le criticità. Vorrei proprio che tutti se ne rendessero conto» conferma Marta Vincenzi; ma di più non dice.
L´unica questione ancora aperta, a quanto si apprende, resta la salvaguardia dell´abitato di Vesima, con un viadotto che verrebbe spostato a monte di quello inizialmente previsto. E questo rialzerebbe i costi finali, previsti tra i 3,4 e i 3,5 miliardi di euro; dei quali, nelle casse di Autostrade, attualmente ce ne sono 1,836. I “risparmi” rispetto ai costi previsti nella prima fase verrebbero da una soluzione più lineare, con meno viadotti, e da tecniche di scavo delle gallerie che prevedono una super-talpa capace di scavare e rifinire i tunnel con pochi apporti esterni; costi inferiori anche dalla riduzione dei “viaggi” del materiale di risulta. ma ancora, sia chiaro, non è finita. Perché quello che le Autostrade presenteranno, come d´intesa, è solo un tracciato; il consiglio comunale lo discuterà in giugno, ma poi dovrà pronunciarsi la Regione, a cui spetta dare tra l´altro una valutazione d´impatto ambientale. Quando Autostrade avrà tutte le carte per realizzare un progetto preliminare sul quale dovrà pronunciarsi Anas; e poi tutti insieme – enti locali, Anas e Autostreade – concorderanno la forma definitiva, da sottoporre al Cipe: per avere via libera e anche qualche denaro in più. Ci vorranno almeno tre anni, si dice. Necessari per risolvere, prima di ogni cantiere, i problemi di case e attività produttive che dovranno spostarsi, delle strade di cantiere e di ogni altra criticità, a partire dallo spostamento nel canale di calma – delle tonnellate di pietra che andranno a ridisegnare anche il fronte del porto.

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