Genova, ultimo treno per l’Europa

Secolo XIX 26/5/09
ferrovie e logistica
Oggi il summit Ue dei trasporti per dare la spinta decisiva al «corridoio dei due mari»
Genova. Il sindaco di Genova propone «un commissario» per il Corridoio 24. Il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, più prosasticamente, sostiene oramai «di non emozionarmi più per nulla: ma se partiranno i cantieri noi siamo pronti. Genova e la Liguria possono diventare in dieci anni il crocevia dei collegamenti europei nord-sud ed est-ovest».
Maxi-sforzo diplomatico, oggi a Genova, per dare l’ultima spinta al corridoio dei due mari, la Genova-Rotterdam rimasto sinora un progetto disegnato solo sulle cartine anche per, anzi, soprattutto, responsabilità dell’Italia che non ha sinora fatto la sua parte. Anche per questo Antonio Tajani, il commissario Ue ai Trasporti, ha deciso di riunire a Genova tutti i ministri dei Trasporti dei Paesi coinvolti. Vuole «accelerare». E le istituzioni liguri sperano sia la volta buona per avviare i cantieri del Terzo valico Genova-Milano, che del corridoio 24 è la parte sud. Francia, Svizzera, Belgio, Olanda, Germania, oltre all’Italia, si impegneranno a firmare una lettera d’intenti in cui assicurano il massimo sforzo per la realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie a collegare il Mediterraneo al mare del Nord. Superando anni di immobilismo dovuto anche a problemi finanziari: l’Italia non ha mai trovato i soldi per finanziare l’Alta velocità Genova-Milano nonostante il progetto sia stato, al contrario della Torino-Lione, già pienamente approvato.
Era il 1996 quando l’Europa approvò il progetto delle Reti Ten-T che dell’Unione sarebbe dovuto essere il sistema portante dei trasporti, la spina dorsale. Anni dopo, molti progetti sono rimasti al palo. Non solo in Italia, che comunque deve ancora risolvere sia il nodo della Torino-Lione che il Terzo valico, per cui sono stati stanziati 900 milioni sui cinque miliardi necessari. Burlando, allora, era ministro dei Trasporti dell’Italia, presidente di turno del Consiglio europeo.
«L’accordo sui tracciati- ricorda ora il presidente della Regione – fu raggiunto solo dopo lunghe trattative e una procedura di conciliazione con Commissione ed Europarlamento. Fu un’intesa figlia del clima di quel tempo, gli anni prima dell’allargamento che inevitabilmente finirono per porre l’accento sui collegamenti tra l’est e l’ovest piuttosto che nord-sud». Oggi, spiega il governatore, «il panorama è in parte mutato: il Mediterraneo – pirati e crisi economica permettendo – è tornato centrale col boom dei traffici con l’Asia. Il Terzo valico assume maggiore importanza non solo per la direttrice nord-sud, ma anche come alternativa alla Torino-Lione sull’asse est-ovest».
Per capire il ragionamento di Burlando, bisogna dare uno sguardo alla cartina di Francia e Italia: «Se è impossibile passare da Lione, il corridoio 5 passerà da Marsiglia, Nizza, Savona, Genova per poi salire su, in Pianura Padana, col Terzo valico. Costa meno, e ci permette di entrare nel cuore dei collegamenti europei con dieci anni d’anticipo rispetto al progetto della Torino-Lione. Non lo dico in un’ottica anti-piemontese, è l’interesse del Paese. Poi, chiaramente, i due progetti possono proseguire parallelamente, uno non esclude l’altro». L’Italia, da parte sua, «deve metterci i soldi rimanenti per il Terzo valico, più quelli necessari alla Andora-Finale Ligure, pari a circa un miliardo. La Francia, già ha in progetto di portare il Tgv sino al confine con l’Italia. Per il Terzo valico, il governo faccia la sua parte dopo aver bocciato la norma sull’extragettito che ne avrebbe permesso il finanziamento: altro che centrosinistra partito del no alle grandi opere…»
Oggi, a Genova, vi sarà anche Mauro Moretti, l’amministratore delegato di Fs tacciato più volte di eccessiva timidezza nei confronti del progetto Terzo valico. Le istituzioni liguri contano molto anche sulla spinta dell’Europa, stante le difficoltà nell’imporre all’attenzione di Roma il Terzo valico come linea prioritaria per il Paese, indispensabile per evitare che i mercati della Pianura Padana siano serviti non dalle banchine liguri, ma dal nord Europa. Uno “squilibrio logistico” dannoso anche per l’ambiente, e che l’Europa vorrebbe limitare.
Per questo Luigi Merlo, il presidente del porto, chiede che l’Ue inserisca il concetto di porto-corridoio nel nuovo libro verde sulle Reti Ten-T, un modo per dare allo scalo di Genova quello status di nodo centrale europeo che al momento le leggi nazionali gli negano.
Anche il sindaco, Marta Vincenzi, si appella alla Commissione chiedendo di «nominare un Commissario del Corridoio 24 che abbia pieni poteri per riuscire a realizzare la parte mancante e rendere reale il collegamento ferroviario tra Genova e Rotterdam. Anche la Commissione Europea deve assumersi le proprie responsabilità ed intervenire nel caso di inadempienza dello Stato anche con una direttiva che imponga il completamento del corridoio 24». Tutti, ora, aspettano una risposta dal commissario Tajani: «Seduti intorno a un tavolo, potremo vedere se accelerare i tempi», aveva anticipato nei giorni scorsi. Il giorno del tavolo, ora, è arrivato.
Samuele Cafasso

I commenti sono chiusi.