BOLZANO DIVISA SU PISCINE PER DONNE MUSULMANE
Secolo XIX 26/5/09
BOLZANO. Frauenschwimmen nein danke, nuoto femminile no grazie: a Bolzano è scoppiata una polemica sull’ipotesi di riservare il Lido, la piscina comunale, per una fascia d’orario a sole donne per consentire alle musulmane di fare il bagno senza il chador. In Italia l’iniziativa è stata lanciata dalla diocesi di Bergamo, mentre in Austria e Germania le “piscine rosa” esistono da anni con riscontri positivi.
Il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli si è detto «pronto ad affrontare la questione, qualora vi fossero richieste che però per il momento non sono arrivate sul mio tavolo», scatenando dure critiche da parte dell’opposizione.
«Nessuna concessione straordinaria per i musulmani al lido, ha detto la consigliera provinciale della Lega Nord, Elena Artioli. «Ci sono ben altri metodi – secondo Artioli – per perseguire l’integrazione. Ci sono categorie di cittadini che da tempo chiedono di ottenere degli spazi riservati in piscina e per motivi ben più nobili.» Secondo i Freiheitlichen, partito della destra sudtirolese, «si tratta di un privilegio a spese degli altoatesini. Anche dagli immigrati di fede musulmana dovremmo aspettarci che accettino la nostra cultura e le nostre abitudini».
L’idea del “nuoto femminile”è partita da Bergamo. Alcuni giorni fa la diocesi bergamasca ha infatti deciso di dedicare la sua piscina, ogni giovedì mattina, per un’ora alle sole donne, permettendo di fatto alle musulmane di potersi tuffare senza doversi riparare da occhi maschili, rispettando dunque i precetti del Corano.
Il Frauenschwimmen è una realtà consolidata oltreconfine, come per esempio a Vienna e Monaco, due città che da decenni conoscono il fenomeno dell’immigrazione dai Paesi musulmani. A Vienna, varie piscine pubbliche offrono orari riservati alle sole donne, musulmane e non, per permettere loro di nuotare tranquille, senza sentirsi osservate e giudicate.
Stesso discorso a Monaco di Baviera, dove dal 2003 una piscina comunale, il mercoledì, ha l’intero pomeriggio riservato alle donne, «non solo di fede islamica, bensì donne sovrappeso, sottopeso, portatrici di handicap, vittime di violenza sessuale, o che hanno subito operazioni al seno», spiega Michaela Ausfelder dell’ufficio pari opportunità del Comune di Monaco. «La risposta delle cittadine è ottima – continua Ausfelder – durante l’anno vi sono periodi dove la piscina risulta essere sovraffollata».

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