Crotone, baraccopoli sul mare gli immigrati vivono nelle stive
Repubblica 25-5-09
CROTONE – Vivono ancora nelle stive, tra le assi lerce su cui hanno attraversato il Mediterraneo. Stanno su quelle carrette, con l´unico vantaggio di avere un tetto sulla testa. Dopo giorni passati a vagare senza una meta come «spettri», spesso tornano sul molo dove sono arrivati. S´infilano nelle viscere delle barche sequestrate dalle autorità italiane, e qui trovano rifugio.
Sotto gli occhi indifferenti dei diportisti della buona società locale, che a poche decine di metri ormeggiano i propri cabinati. C´è una specie di baraccopoli galleggiante al porto nuovo di Crotone, fatta di bagnarole in attesa di essere vendute all´asta e sfasciate. E questa la fine che fanno i barconi che dall´Africa arrivano sulle coste calabresi cariche di profughi e disperati. Ma i tempi sono spesso lunghi, così a decine tornano ad abitarle. Afghani soprattutto, ma anche di altre nazionalità occupano ogni centimetro libero, basta che sia coperto.
Gente arrivata dal mare nei mesi scorsi che, dopo essere passata per i centri di prima accoglienza, piuttosto che stare all´aperto o sulle panchine della stazione, preferisce tornare sulle carrette del mare. Aspettano qui il proprio futuro e intanto vivono tra topi, insetti e rifiuti. Cucinano con stoviglie trovate nei cassonetti, su fuochi improvvisati e qualche fornello da campo. Molti sono malati, hanno vistose infezioni sul corpo e i sintomi di un´alimentazione fatta di poche cose, raccattate in giro o comprate con gli spicci delle elemosine chieste per strada. Niente servizi igienici e niente acqua corrente. Per lavarsi si arrangiano con i bocchettoni del molo turistico, e sulle pietre bianche dei frangiflutti pregano rivolti a la Mecca. Ogni giorno, da mesi ormai.
Ora però sono disperati e chiedono che qualcuno li aiuti. Che la Croce Rossa intervenga almeno per le cure sanitarie più urgenti. Un appello raccolto e rilanciato nei giorni scorsi dal «Quotidiano della Calabria». A Crotone tutti sanno. Sul molo la gente ci va a pescare, a fare jogging durante il fine settimana, a respirare l´aria buona del mare. Il porto è video sorvegliato, controllato dal sistema di sicurezza della Capitaneria di Porto. Il molo non è un luogo marginale, non è nascosto. Nella giornata conclusiva delle celebrazioni mariane, da quelle parti ci passa persino la processione con l´icona sacra della Madonna, come avvenuto nei giorni scorsi. Prima che al porto arrivasse la processione, qualcuno ha invitato gli extracomunitari ad allontanarsi per alcune ore. Giusto il tempo necessario di far passare chi non vuol vedere. Gli immigrati si sono trasformati in invisibili e sono andati oltre la recinzione. Poi, a sera sono tornati nella pancia dei barconi.

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