Utile, divertente, retribuito il boom del servizio civile

Repubblica 20/5/09

Crescono le richieste per vivere un anno da volontari nel sociale È un´alternativa alla disoccupazione: “Sempre meglio del call center”
Domande doppie rispetto ai posti disponibili ma i fondi sono stati tagliati
MARIA NOVELLA DE LUCA
I posti per l´anno 2009/2010 sono soltanto 25 mila, ma le domande saranno un boom. Perché 433 euro al mese, mentre la crisi spazza via ogni certezza, sono un´alternativa al call center, alla disoccupazione, al nulla. Parliamo del servizio civile nazionale, istituzione riformata poco prima che la Leva obbligatoria fosse abolita, e prevede per i giovani dai 18 ai 28 anni la possibilità di partecipare per un anno a progetti “formativi” senza scopo di lucro. Con un piccolo salario mensile. Che finora, soprattutto al Sud e soprattutto al femminile, costituiva un´occasione per guadagnare e imparare insieme. Invece il fenomeno si è allargato anche al resto d´Italia, spiega Licio Palazzini, presidente nazionale di Asc, Arci Servizio Civile. «Negli ultimi anni le domande sono in crescita costante, sempre più del doppio della disponibilità, nel 2007 erano oltre 100 mila ma i posti per volontari soltanto 51 mila, a testimonianza dell´interesse verso il servizio civile, ma anche perché non più soltanto al Sud, ma anche nelle regioni del Nord e del Centro, l´accesso al lavoro è diventato difficilissimo, quasi impossibile per i giovani».
Una radiografia di questi nuovi volontari, che nulla hanno a che fare con gli anni della leva obbligatoria, è contenuta nel quinto Rapporto sul servizio civile, un racconto di dati e cifre dove emerge che sette volontari su dieci sono donne, l´età media è di 24 anni, l´orario di “lavoro” è di 30 ore settimanali, con venti giorni di ferie l´anno. Da un sondaggio Swg su circa 3 mila partecipanti ai progetti di servizio civile, emerge che gli ambiti in cui vengono maggiormente utilizzati sono la promozione culturale (51,7%), l´assistenza (26%), l´ambiente (11,4%), la tutela del patrimonio storico artistico (9,4%). Si occupano di anziani, di bambini, di biblioteche, di spiagge da pulire, di ammalati da accompagnare. Un patrimonio, insomma.
«Eppure – ricorda Licio Palazzini – quando la legge fu istituita, nel 2001, in molti in Parlamento erano convinti che non essendo più un´alternativa alla Leva, quasi nessuno avrebbe scelto di prestare servizio civile. Invece non solo i volontari aumentano, ma si tratta sempre più di giovani diplomati e laureati, che vedono nei nostri progetti una possibilità di guadagno, certo, ma anche un modo per acquisire capacità. Il vero problema però è che anche il servizio civile è “assediato” dalla crisi. Con i soldi stanziati dalla Finanziaria i posti per il 2009/2010 sono stati dimezzati e ridotti a 25 mila. Già adesso le domande a giudicare dalle segnalazioni hanno superato la quota. E saranno in tanti a restare fuori».

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