Rifiuti nei vicoli, prigionieri di degrado e inciviltà
Secolo XIX 20/5/09
il dibattito sul centro storico
Negozi e residenti, multe in arrivo. Ma Amiu ammette: pochi contenitori
SACCHETTI dei rifiuti accatastati davanti alle saracinesche. Per alcuni commercianti del centro storico è una vecchia abitudine che, nonostante i ripetuti divieti, persiste. La sera, al momento di chiudere, c’è chi lascia la spazzatura per strada, davanti al negozio. Tanto poi – è la giustificazione – l’Amiu passa e raccoglie.
«Un malcostume diffuso, che attrae i topi e contribuisce al degrado dei vicoli», dice Mauro Casazza, responsabile Amiu del centro storico, «e che proprio per questo è punibile con multe di cinquanta euro e oltre». Ma le multe, a quanto pare, non bastano a fermare alcuni irriducibili. «Ci sono alcuni negozi – dice Rita Paglia, titolare di un negozio di magliette, “Bijoux and Co.”, in via Canneto il lungo – che si ostinano a lasciare la spazzatura per strada, di fronte alle serrande abbassate».
Per porre fine al problema, i responsabili della nettezza urbana annunciano un inasprimento delle regole. «A partire dalle prossime settimane – dicono dall’ufficio stampa dell’Amiu – saremo molto più severi con le multe». Un “new deal” che, com’era prevedibile, sta già scatenando molte lamentele. «Prima potevamo lasciare la spazzatura davanti al negozio. Poi ci hanno detto che non potevamo più. Ora minacciano le multe. Basterebbe – dice Giorgio, titolare con la moglie di un bar in via dei Giustiniani – che mettessero qualche cassonetto in più».
Mauro Casazza ammette che «i cassonetti sono pochi». Prima del restauro di via San Lorenzo, avvenuto a fine anni Novanta, «soltanto lungo la via, nei vicoli immediatamente adiacenti, c’erano ben cinque punti per il deposito della spazzatura». Oggi non ci sono più, «giustamente – dice Casazza – perché i cassonetti attirano topi, creano degrado. Via San Lorenzo va preservata». Purtroppo però quei cinque punti non sono stati ancora adeguatamente sostituiti. Nella zona attorno alla cattedrale, l’Amiu ha spostato i suoi cassonetti il più lontano possibile da via San Lorenzo: in piazzetta Pollaioli, piazzetta Veneroso, piazzetta Barisone, vico San Bernardo. Ha anche creato due locali chiusi, i cosiddetti ecopunti – si veda il box a lato – in via Tommaso Regio e vico Sauli. Ne sta costruendo un terzo in vico Stoppieri. E sta pensando di costruirne un quarto, sotto l’archivolto Mongiardino. «Insomma ci stiamo dando da fare – dice Casazza – ma, evidentemente, ancora non basta». Evidentemente no, visto che molti continuano a lasciare la spazzatura per strada.
Salvatore D’Urso, fruttivendolo in via dei Giustiniani, difende la sua categoria: «Qui i rifiuti li abbandonano non i negozianti ma i residenti. Sono loro a lasciare spesso sacchetti di rumenta in mezzo alla strada. Noi, da un po’ di tempo, non lo facciamo più».
Anche perché da un po’ di tempo l’Amiu ha intensificato la raccolta porta a porta. «I nostri uomini – spiega l’ufficio stampa – passano davanti ai negozi quattro volte al giorno: due per la raccolta indifferenziata, una per il vetro e una per il cartone». Ma, a quanto pare, non basta. «Il problema – lamenta D’Urso – è che il camioncino dell’Amiu passa a metà mattinata, quando siamo in piena attività. Interrompendoci nel lavoro e intasando il passaggio nel vicolo. Si stava molto meglio prima».
La situazione, insomma, è migliorata. Ma c’è ancora chi, nostalgico dei vecchi tempi, continua a lasciare i rifiuti fuori dal negozio. «La settimana prossima – annuncia Casazza – partiremo con una campagna di sensibilizzazione. Distribuendo volantini ai commercianti e residenti della zona. Speriamo che serva a qualcosa». Francesco Margioccomargiocco@ilsecoloxix.it

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