Le motivazioni della sentenza Mills e la (comica) difesa di Ghedini
Le motivazioni della sentenza Mills e la (comica) difesa di Ghedini – Oggi le comiche
Il Ponente – di VALERIA ROSSI – Stavolta, sa dio perché, ne parlano tutti. Perfino il TG5 (poi vedremo “come”). Ne parlano tutti i quotidiani, tutti i TG, insomma proprio tutti. Mi riferisco, ovviamente, al fatto che oggi siano state rese pubbliche le motivazioni della condanna dell’avvocato Mills (quello corrotto da Berlusconi). La sentenza era di qualche mese fa, ma le motivazioni ufficiali sono state fornite oggi. Quasi non volevo neppure toccare l’argomento sul “Ponente”, visto che noi – a differenza di quotidiani, Tg & affini – avevamo già dato ampio risalto alla sentenza il giorno in cui era stata emessa. E avevamo fatto, ovviamente, anche il nome del corruttore, oltre a quello del corrotto. Quindi per me non c’era nulla di nuovo e per i nostri lettori neppure.
Perché, allora, ne parlo a quest’ora di sera?
Perché ho visto il Tiggì. Tg5, per la precisione. Che – mannaggia, con che fatica – è proprio costretto a dire che Mills è stato corrotto, che Berlusconi è stato il corruttore e che il primo è stato condannato, mentre il secondo se la scoppola solo grazie al lodo Alfano, ovvero all’ennesima legge ad personam che si è fatto per restare fuori di galera. Gli tocca dirlo, perché tutte queste cose sono proprio scritte sulla sentenza… ma subito dopo che fa, l’arguto Tg di proprietà di Berlusconi? Dà la parola all’avvocato Ghedini.
E l’avvocato Ghedini dice, per 5 minuti filati, cose come “Brutti, ingiusti, bugiardi, cattivoni, comunisti, è tutto falso, tutto un complotto, tutto sbagliato tutto da rifare”. Si dimentica solo di spiegare “perché” sostenga questa tesi.
In compenso si dice sicurissimo che “tutto verrà ribaltato in secondo grado” (ma perchè? Non si sa), mentre il suo datore di lavoro annuncia che “dirà alle Camere cosa pensa di certi giudici” (ma perché? Non si sa).
Insomma, dopo gli szero tituli siamo arrivati alle szero mutivasioni.
Non mi piace sta sentenza, no no no. Ma perché? Perché no.
Grande.
Da “oggi le comiche”, perlappunto.
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Tags: avvocato ghedini, berlusconi corruttore, processo mills, sentenza mills, TG5
3 commenti
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Luigi scrive:
20 maggio 2009 alle 09:27
Cara Valeria, a proposito delle “szero mutivasioni” (e di come documentare le notizie), ci pubblicherebbe alcuni brevi estratti testuali della sentenza da cui risulti, come Lei scrive, che:
- “Berlusconi è stato il corruttore”, e
- “se la scoppola solo grazie al lodo Alfano” ?
Grazie in anticipo.
Luigi
p.s.: per favore niente lo dicono i giornali, c’è su Internet, lo ha detto questo o quello. Solo “copia incolla” dalla sentenza, grazie!
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Valeria scrive:
20 maggio 2009 alle 11:03
1) LA FALSITA’ DELLE TESTIMONIANZE
In relazione alla deposizione resa il 20 novembre 1997 nel procedimento n. 1612/96 (c.d. Guardia di Finanza), si contesta a Mills:
1) di avere omesso di dichiarare, pur specificatamente interrogato, che la proprietà delle società offshore del Fininvest B Group faceva capo direttamente e personalmente a Silvio Berlusconi;
2) di avere omesso di riferire la circostanza del colloquio telefonico con Silvio Berlusconi nella notte di giovedì 23 novembre 1995, avente quale argomento la società All Iberian e il finanziamento illegale di 10 miliardi di lire erogato da Berlusconi tramite All Iberian a Bettino Craxi;
3) di avere dichiarato circostanze false in ordine al compenso di circa un milione e mezzo di sterline ricevuto una tantum nel 1996 a seguito di accordi con Silvio Berlusconi – compenso qualificato come “dividend” e tenuto bloccato fino al 2000 in un deposito bancario denominato MM/AIL (Mackenzie Mills/All Iberian Limited) – affermando che si trattava di una plusvalenza di spettanza della società offshore Horizon Ltd., che i clienti avevano ritenuto al momento di non ritirare.
In relazione alle deposizioni rese il 12 e 19 gennaio 1998 nel procedimento n. 3510/96 + 3511/96
(c.d. All Iberian) si contesta a Mills:
1) di aver evitato di rispondere alle domande sulla proprietà delle società offshore (cfr. p. 121 verbale d’udienza 12 gennaio 1998: “non spetta a me dire chi è il proprietario, chi no” e pag. 129: “per rispondere alla sua prima domanda sulla proprietà, cioè vorrei chiarire un po’ la questione. La proprietà è rimasta un po’ vaga, come dicevo prima, perché nessuno ha detto: io sono il proprietario di queste società … il cliente era il Gruppo Fininvest”);
2) per quanto riguarda Century One Ltd e Universal One Ltd, società offshore costituite da Mills per conto di Silvio Berlusconi, che avevano ricevuto dal Gruppo Fininvest – a fronte di fittizie vendite di diritti televisivi – ingenti rimesse di denaro su conti bancari presso BSI Lugano, somme successivamente prelevate in contanti (per circa 50 milioni di euro) da Paolo Del Bue e altre persone della fiduciaria Arner:
a) di aver omesso di riferire che beneficial owners di dette società, in forza di accordi di trust stipulati dallo stesso Mills, erano Marina e Piersilvio Berlusconi;
b) di aver omesso di riferire quanto a sua conoscenza in ordine al legame diretto esistente tra Paolo Del Bue, della fiduciaria Arner, e la famiglia Berlusconi.
Poiché le contestazioni in parte si sovrappongono o comunque si intrecciano le une con le altre, si ritiene di evidenziare unitariamente gli argomenti oggetto dell’imputazione.
41 Si tratterebbe dunque di reticenza in relazione a:
- la proprietà delle società offshore del c.d. Gruppo Fininvest B;
- i beneficiari economici di Century One e Universal One e i rapporti di Paolo del Bue con la famiglia Berlusconi;
- il colloquio telefonico avuto con Silvio Berlusconi concernente il finanziamento a Craxi.
Di vera e propria falsità si tratterebbe invece quanto al c.d. dividendo Horizon.
Prima di affrontare il merito dei singoli profili di reticenza e/o falsità, vanno illustrate le deposizioni rese da David Mills e la loro rilevanza in ciascuno dei due procedimenti.
Quanto sopra è il copincolla da Lei richiesto.
Volevo copincollare anche la parte relativa alla corruzione vera e propria, ma – che strano – non funziona più la pagina in cui l’ho letta ieri. Quindi mi tocca proprio riferire il sunto fatto dai giornali:
“oltre ai 600mila dollari ritenuti “il prezzo della corruzione”, Mills nel 1996 percepiva direttamente da Berlusconi almeno 45mila sterline dichiarate al fisco inglese. “Enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali”.
Spero che questo strano guasto su alcune pagine della sentenza venga presto riparato…
Comunque la sentenza per intero si trova su “Repubblica”. Se la legga. Non intendo riportare qui 400 pagine, visto che l’hanno già fatto altri (ho capito che il Suo concetto di “fare informazione” significa “copincollare pedissequamente tutte le fonti una per una”, ma se permette io ne ho uno diverso. E se per questa volta l’ho accontentata – anche perché mi faceva proprio piacere, lo ammetto, sciorinare i punti della sentenza da cui emergevano siffatte porcate – sappia che, come ho ignorato Sue simili richieste in precedenza, le ignorerò anche in futuro. Non spetta a me scapicollarmi a giustificare la correttezza delle mie fonti: spetta – semmai – al lettore contestare (con le relative “mutivasioni”) eventuali fatti pubblicati in modo incompleto o scorretto.
Il fatto che “se la scoppoli grazie al lodo Alfano”, ovviamente, non è contenuto nella sentenza in questi termini, visto che il suo amato premier, appunto, non è processabile (grazie al lodo Alfano) e quindi nella sentenza non se ne parla in veste di imputato (cosa che non è solo GRAZIE AL LODO ALFANO), ma solo in veste di corruttore del corrotto avvocato Mills.
Che “se la scoppoli grazie al lodo Alfano” , – detto in modo più urbano – che non sia processabile grazie al lodo Alfano – è un semplice FATTO, incontestabile e inconfutabile.
C’è stato un processo per corruzione con un corrotto identificato e condannato e un corruttore identificato ma non condannabile grazie al lodo Alfano.
FATTO, come direbbe l’avvocatessa di “Philadelphia”.
Punto e basta.
La smetta, per favore, di arrampicarsi sugli specchi. E la sentenza, magari, se la legga anche lei. E’ vero, sono 400 pagine, ma è una lettura piacevole…almeno per chi crede ancora nella giustizia.
Valeria Rossi
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Flora scrive:
20 maggio 2009 alle 11:57
E adesso, @Luigi; Lei dovrebbe almeno sostanziare o “copincollare” i fatti a difesa …. per par conditio

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