Guerriglia urbana a Torino per il G8 delle Università
Secolo XIX 20/05/2009
scontri in città
Ventiquattro feriti fra le forze dell’ordine, due fermati e un denunciato
Torino. L’Onda studentesca in corteo contro il G8 dei rettori si è trasformata, ieri a Torino, in uno tsunami. Ciò che si temeva è accaduto nell’ultimo tratto del lungo percorso partito dal centro storico, di fronte alla sede dell’università di Torino e terminato nel quartiere di San Salvario, dove ha sede la facoltà di architettura e in cui era in corso l’University Summit del 2009.
Circa duecento studenti appartenenti alla frangia più dura del corteo formato da almeno tremila giovani, si sono staccati dal gruppo e, armati di bastoni, bombe carta, uova e vernice, hanno tentato di sfondare il cordone della polizia.
In un attimo i dissidenti, con i volti coperti da caschi e sciarpe, hanno aperto gli scontri con un fitto lancio di sassi, cubetti di porfido e bottiglie di vetro che hanno reso corso Marconi, teatro della guerriglia, un campo di battaglia con feriti, decine di auto distrutte e cassonetti rovesciati. I tafferugli sono scoppiati all’ora di pranzo dopo che per tutta la mattinata gli studenti avevano manifestato pacificamente per le vie del centro.
I poliziotti hanno risposto agli attacchi con una serie di cariche. Ci sono stati colpi sferrati con i manganelli, lanci di candelotti fumogeni e lacrimogeni che in pochi istanti hanno reso l’aria irrespirabile e hanno contribuito a creare l’atmosfera della guerriglia urbana.
Al termine degli scontri il bilancio è stato pesante: 24 feriti tra le forze dell’ordine (22 poliziotti e due carabinieri) che hanno riportato contusioni varie. I più gravi sono due poliziotti: uno ha il naso fratturato, l’altro una distorsione alla mano. Tra i manifestanti non si registrano feriti. Evidentemente i contusi hanno preferito evitare di presentarsi al pronto soccorso degli ospedali cittadini.
Ci sono stati però due fermati e un denunciato. In manette sono finiti Alessandro Arrigoni, 26 anni, di Sassari, accusato di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in concorso e denunciato per il porto di oggetti atti ad offendere; e Domenico Sisi, 29 anni, di Torino, accusato di detenzione e porto di materiale esplodente: il giovane è stato sorpreso con diversi petardi ed un contenitore con liquido infiammabile, un bastone e un caschetto di protezione. Un terzo studente è stato indagato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
La scena è stata ripresa dalle telecamere della Digos torinese e da quelle del reparto elicotteristi che per tutta la durata della manifestazione hanno sorvolato il cielo sopra i violenti scontri: il numero dei denunciati e degli arrestati è dunque destinato a crescere. Al termine degli scontri sono state sequestrate decine di bastoni, mazze, grossi sassi, due piccozze, un ordigno rudimentale nonché lo striscione che era in testa al corteo e che era stato rivestito con del plexiglas al fine di renderlo rigido e poterlo utilizzare come scudo.
Nel frastuono dei violenti scontri, il documento firmato dai quaranta rettori sul ruolo chiave che le università devono avere e che sarà inviato ai capi di stato del G8 che si riuniranno a luglio a L’Aquila, passa in secondo piano. Dura la condanna del Pd: «Piena solidarietà alle forze dell’ordine. I responsabili dei disordini non nulla hanno a che spartire con le Università e la stragrande maggioranza degli studenti». La Lega getta benzina sul fuoco. «Quello che emerge da questi due giorni di contestazioni è preoccupante – ha detto il capogruppo della Lega Nord a Torino, Mario Carossa – I torinesi sono chiaramente ostaggio delle frange estremiste della sinistra e dei centri sociali». Concorde è l’opinione di Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl: «La violenza della sinistra estrema che oggi ha sconvolto Torino è il segno che esiste ancora il brodo della cultura terroristica, costituito da diverse realtà della sinistra radicale che deve essere monitorata con grande attenzione per evitare pericolosi sviluppi».
laura cardacino

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