Fiabe gay ai bambini Esplode lo scontro “Su quei volantini siti web proibiti”

Repubblica 20/5/09

La polemica

@FI FIRMA EDITORIALE SX:DONATELLA ALFONSO
DUE REGINE e due re, in realtà, più che imparare ad amarsi, hanno trovato modo di come scontrarsi, l´uno contro l´altra e l´altro contro l´uno.
Parole di fuoco dal centrodestra, sia in consiglio regionale che comunale, contro l´iniziativa promossa dal Comitato Genova Pride sabato scorso alla biblioteca per ragazzi De Amicis per inventare favole gay ma soprattutto, come ha ricordato in Sala Rossa l´assessore comunale alla cultura Andrea Ranieri, per combattere l´omofobia e imparare che ci sono modi diversi di volersi bene.
Mentre la Regione, per bocca del suo vicepresidente Massimiliano Costa, si sfila dal sostenere il Pride, Abbundo attacca: sulla brochure distribuita c´erano indicati siti internet anche pornografici.

SABATO sciorso alla De Amicis, insieme ad una lista di libri di contenuto omosessuale, scrive Abbundo in una sua durissima replica a marta vicnenzi, c´era anche una brochure «dove sono indicati indirizzi internet che si collegano poi a siti con materiale inadeguato, in certi casi anche pornografico. Siti che dal mio ufficio che dal mio ufficio in Regione non posso consultare perché scatta il filtro che blocca l´accesso agli indirizzi vietati ai minori». «Perché avremmo dovuto lasciare lì il materiale? Il volantino era ed è destinata agli adulti presenti all´incontro, genitori e insegnanti» risponde Lilia Mulas del Comitato Pride. Confermano dal Porto Antico, dove ha sede la De Amicis: quelle pubblicazioni non sono state lasciate a disposizione, ma solo consegnate ai partecipanti; e i promotori dell´iniziativa se le sono anche riportate via. E, aggiungono i p0ìromotori, se mai è gravbe che un coigliere regionale non possa andare direttamente ad informarsi, prima di alnciarsìe accuse gratuite. «A parte il fatto che ad Arcigay e ad Arcilesbica non ci si può iscrivere prima di una determinata età, è chiaro che quei siti internet non sono accessibili ai bambini, se sui computer ci sono i filtri – aggiunge la Mulas – ma se andiamo a ben vedere, non è nemmeno giusto che i bambini siano lasciati liberi di navigare su internet senza controllo. E quel materiale, ripeto, era solo per gli adulti».
Abbundo era andato giù durissimo, stigmatizzando anche il sostegno espresso dalla Vincenzi al laboratorio, e ripetendo che la sindaco stessa “è una vergogna per i cittadini genovesi” oltre che per il consiglio comunale. La sindaco aveva già chiarito che nell´iniziativa non aveva trovato «né alcuna violazione di diritti né orientamenti educativi nei confronti dei bambini, strumentali in favore dell´omosessualità e del lesbismo» bensì «un´opportunità per i genitori interessati a far conoscere ai loro figli che nella natura umana esistono diverse forme di affettività, in ugual misura tutte nobili e degne di rispetto senza pregiudizi». Ragion per cui il Comune conferma il patrocinio alle manifestazioni del Pride «libere espressioni di pensiero e di legittimo comportamento, in armonia con la Costituzione».
Ma la Regione, o almeno il suo vice presidente Massimiliano Costa, la pensa diversamente: e ributta completamente la palla in campo al Comune. Costa, rispondendo ad Abbundo, ha ricordato che la Giunta regionale non ha patrocinato la manifestazione e ha deciso di non dare contributi e ha ricordato che si è trattato di un´iniziativa portata avanti da una libera associazione in cui non era possibile intervenire a titolo istituzionale. Una doccia fredda per gli organizzatori, in attesa della risposta regionale, che ancora mancava (niente patrocinio né fondi per le iniziative, quindi), a differenza di quanto già fatto da Comune e Provincia. E non è detto che non ci siano discussioni anche all´interno di giunta e maggioranza, dove le posizioni sul Pride sono differenziate.
In attesa che dalla squadra di Burlando arrivino altri pronunciamenti – se ce ne saranno – in consiglio comunale è stata bagarre. Il consigliere Gianni Bernabò Brea ha bollato l´iniziativa come «schifosa e sporcacciona» proponendo di distruggere la sezione dei libri omoaffettivi. Durissimi anche Giuseppe Murolo (An) e raffella Della Bianca (Fi). Ranieri ha difeso le intenzioni del progetto, chiarito che era rivolto più agli adulti che ai bambini e segnalato che l´editore di molti dei libri all´indice è Mondadori: casa editrice riferita a Berlusconi… E peraltro domani pomeriggio arriva a Genova Giorgia Meloni, ministro Pdl (ex An) per la Gioventù, al convegno sul disagio giovanile legato all´omofobia.

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