“Tutti nel proprio piccolo possono fare una cosa straordinaria” – Intervista a Enrico Fanelli

“Tutti nel proprio piccolo possono fare una cosa straordinaria” – Intervista a Enrico Fanelli
Il Ponente

di MARCO GAFA’ – Enrico Fanelli, giovane ingauno, gestisce il suo negozio Enry Club (eleganza uomo giovanile): la sua attività è stata vittima di atti vandalici nei periodi caldi poco prima della tragica rissa nel centro storico di Albenga.
Enrico nel suo piccolo, è riuscito a fare grandi cose attraverso i suoi viaggi per il mondo dal 2001 al 2008.
Per ogni viaggio che ha effettuato è riuscito a creare qualcosa che desse sostentamento a popolazioni i cui diritti sono negati.

D: Quali sono state le mete dei tuoi viaggi?
R: Africa nel 2002 nella città di Nassian Costa d’Avorio, Bangladesh nel 2003 nella città di Dhaka, Camerun nel 2008 nella città di Edea

D: Parlaci dei progetti sociali realizzati in queste città
R: Il primo progetto fu quello di costruire una piccola diga per convogliare l’acqua nelle zone più aride insieme a Padre Martino Bonazetti del C.M.A.(centro missioni africane di Genova) e reperire materiale didattito (matite, quaderni) il tutto per scuole già esistenti. Il secondo progetto fu in Bangladesh a Dhaka: convertire 500 euro in riso, latte da destinare alle madri con figli senza marito.
Sono state contattate più di 250 famiglie tra le più bisognose, con questa piccolezza si è potuta dare la possibilità a donne che per la legge sono individui inesistenti.
Tutte le famigli aiutate hanno incominciato a guadagnare perché con 3 kg di riso e un litro di latte e pochi “Takka” (la moneta locale) si è potuto coprire il fabbisogno nutrizionale per almeno 15 giorni, tempo utile recuperato dalla donna per potersi mantenere in forze per il lavoro, senza doversi preoccupare di sfamare anche i figli giorno per giorno.

D: So anche che hai tenuto un corso per massaie… di che tipo?
R: Ho tenuto un corso di cucina insegnando a fare le frittate. Essendo pochi ingredienti ed economici (una gallina, un uovo, un pugno di riso) , la donna rivendendo la stessa è diventata imprenditrice di se stessa

D: Eppure quando si pensa al business, in Europa e America del nord, si pensa a studi di settore, a diversi professionisti che devono apportare opera di ingegno, alla creazione del prodotto e alla sua pubblicizzazione. Qui si è creato un nuovo business con estrema semplicità da cose semplici. Dove hai trovato l’intuizione?
R: Ho preso ispirazione dal nobel per la pace Mohammad Junus, ideatore della famosa Graemmen Bank. A differenza dei Paesi occidentali, la Graemman Bank da credito a chi non può fornire garanzie di nessun genere.
Investendo l’equivalente di un dollaro per un nullatenente, si investono soldi sulla persona, la quale se non rientra del prestito con un piano di lavoro sostenuto da consulenti, perderà “la fiducia” e non gli verrà rinnovato il prestito che nel caso contrario sarebbe stato maggiore (subito un euro, dopo il rientro 3 euro, dopo il rientro 50 euro e via dicendo); il prestito aumenta proporzionalmente alla fiducia. Questo concetto esiste perché crescendo la fiducia sulla persona (garanzia di se stesso in base al suo rendimento) cresce anche l’investimento pecuniario della banca su di lui.

D: Qual è il concetto base del “business sociale”?
R: Fornire al minor prezzo la massima qualità dei prodotti, i dividendi dell’azienda non vengono divisi come guadagno tra i soci bensì reinvestiti all’interno dell’azienda stessa per aumentare la qualità del prodotto abbassandono il prezzo d’acquisto. L’azienda quindi non si avvale più dell’utile che diventa beneficienza.
Multinazionali come la Danone hanno già aderito a questo progetto in India.

D: Hai realizzato un progetto anche in Camerun…
R: Nella città di Edeh ho creato una falegnameria: tramite un prete camerunese che tutt’ora ha la parrocchia a Balestrino Paul Jean Jacque Penda. In Camerun ho avviato l’attività per tre fratelli, uno dei quali, (avendo spiccate capacità nella lavorazione del legno) ha portato all’apertura di ENT(come gli alberi di Tolkien).
Anche se io l’ho finanziata è stata intestata ai tre fratelli, sono loro responsabili della loro sorte ora.

D: Altri business sociali in programma?
R: Si, uno per i poliomielitici in India. Un progetto con disabili in gravi difficoltà economiche. Ci sto pensando ma non ho una data prefissata per questo.

D: Beneficienza in Europa od in Italia non ne fai?
R: In Europa non c’è bisogno di beneficienza, ma di serietà. Il prossimo progetto sarà in collaborazione con Mare Eventi.

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