“Sui respingimenti non cambiamo idea ora l´Italia ci dia più sostegno in Libia”
Repubblica 19-05-09
Accedere ai centri
Laura Boldrini, portavoce dell´Unhcr: “Il nodo da sciogliere resta la protezione dei diritti dei rifugiati”
Per noi è importante potere lavorare con Tripoli, accedere davvero ai centri e aumentare lo spazio di protezione
«Nessuna polemica, ma sui respingimenti dei potenziali rifugiati la nostra visione resta diversa». Laura Boldrini pesa le parole. La portavoce dell´Unhcr per 48 ore ha preferito non parlare. Durissime le accuse rivoltegli dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che l´ha bollata come «disumana o criminale». La Boldrini è irremovibile. Nessun commento sulla vicenda: «Guterres ha già detto tutto ? afferma ? il nodo da sciogliere resta la protezione dei diritti dei rifugiati». La linea è chiara: smorzare i toni, senza fare alcun passo indietro.
Negli uffici italiani dell´Unhcr, i telefoni continuano a squillare: arrivano attestati di solidarietà dall´opposizione, dal mondo delle associazioni, dai giuristi dell´Asgi e anche dal sindaco di Jesi, città d´origine della Boldrini. Nessuna telefonata però dal governo, né da esponenti della maggioranza. In compenso, viene accolta con sollievo la mano tesa del ministro dell´Interno, Roberto Maroni: «Abbiamo chiesto il coinvolgimento e il rafforzamento in Libia dell´Unhcr, che svolge un ruolo fondamentale».
«Ci siamo mantenuti sempre al di fuori delle polemiche ? ribadisce Laura Boldrini ? ma non per questo cambiamo la nostra posizione». L´obiettivo è chiaro: non alimentare lo scontro, mostrare fermezza e mantenere una buona collaborazione col governo italiano. All´orizzonte infatti c´è il tavolo tecnico col Viminale. «Il ministero dell´Interno ? spiega la Boldrini ? ne sta vagliando in queste ore la possibilità: dovrebbe coinvolgere l´Italia, la Libia, l´Unione europea e, appunto, l´Unhcr. Per noi è molto importante, potrebbe essere utile per potere lavorare a pieno regime in Libia e accedere davvero a tutti i centri». Il problema dei respingimenti in mare, infatti, se ne porta dietro un altro: «Dobbiamo aumentare lo spazio di protezione in Libia». Che ne è dei migranti che l´Italia sta riportano sulle coste africane? Il loro diritto all´asilo è incerto. «Ci manca infatti un riconoscimento formale ? ammette la Boldrini ? l´accesso a tutti i centri e una legge in materia». Più precisamente: «La Libia non riconosce formalmente l´Unhcr come ufficio di rappresentanza nel Paese, non ha una legge sul diritto d´asilo e non ha ratificato la Convenzione di Ginevra». Non solo. Molti dei centri di detenzione degli immigrati restano chiusi al personale dell´Unhcr. «Abbiamo accesso solo a 4-5 centri, i più vicini a Tripoli ? conferma la Boldrini ? tutti gli altri ci sono preclusi». Come è possibile allora intercettare le potenziali domande d´asilo? «Con questi limiti ? prosegue la Boldrini ? il lavoro del nostro ufficio di Tripoli è difficile: i 15 colleghi dello staff locale e i due dello staff internazionale presenti nella capitale non possono esercitare a pieno la loro attività. Chiediamo dei presupposti chiari, in base ai quali operare. Per questo ci auguriamo che il Viminale dia il via libera al più presto al tavolo tecnico».

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