Sabato a Milano gli antirazzisti sono in corteo
Manifesto 19/5/09
La crisi colpisce duro, tutti: donne e uomini, italiani emigranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il «pacchetto sicurezza» inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l’espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere «Da che parte stare». Il razzismo istituzionale colpisce duro: il governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila e buona parte dei media, hanno dato il via ad una campagna di odio che si indirizza contro i «clandestini» ma criminalizza tutti i migranti. La proposta di un «contributo» per il rinnovo dei permessi mostra che il salario dei migranti è considerato risorsa sempre disponibile. Si tratta di denaro che pagherà nuovi Centri di identificazione ed espulsione. E mentre il razzismo istituzionale si legittima sul corpo delle donne facendo strada a ronde e linciaggi popolari, la violenza continua nelle case, i tagli alla scuola e al welfare pretendono di rinchiudere le donne tra le mura domestiche, riservando alle migranti solo un posto da «badanti». Per questo è ora di scegliere «Da che parte stare». La crisi mostra spietatamente che lo sfruttamento non conosce differenze: tutti hanno mutui e affitti da pagare…L’abolizione del divieto di denunciare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie è l’espressione più meschina di una strategia che vuole produrre una clandestinità politica oltre che legale. Impedire di certificare la nascita dei figli dei migranti senza documenti pone un’ipoteca sulle prossime generazioni. Per questo è ora di scegliere «Da che parte stare». Contro i colpi della crisi e del razzismo, la risposta deve essere forte. Le organizzazioni dei migranti, le associazioni e i movimenti antirazzisti, i sindacati, tutti siamo tenuti a schierarci contro questa politica del razzismo. È tempo di ritessere il filo della solidarietà, di avviare in ogni territorio una nuova grande azione concreta di lotta capace di opporsi. Per questo, facciamo appello a tutti, le associazioni e i sindacati, affinché siano parte di questa lotta. Con questo appello inizia il percorso per una mobilitazione che arrivi a una manifestazione nazionale il 23 maggio a Milano, una città dove più evidenti sono le caratteristiche dell’offensiva del razzismo istituzionale e più marcati gli effetti della crisi. *** seguono decine di adesioni (info: www. dachepartestare.org)

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