La prefettura ordina il giro di vite nei vicoli
Secolo XIX 19/5/09
allarme criminalità
Il presidio della zona di via Turati affidato a un gruppo interforze
SABATO sera, il titolare di un ristorante di via San Bernardo accompagna i clienti alla porta e, prima di farli uscire, controlla chi sosta nel vicolo. Scruta i volti di personaggi ben conosciuti, poi ammonisce: «Andate a sinistra, mi raccomando. Non a destra…».
Il “ristoratore sentinella”è una spia del malessere, ma non è certo la sola. E nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza tenuto ieri mattina in prefettura – alla presenza del sindaco Marta Vincenzi e dei rappresentanti delle forze dell’ordine – l’attenzione è puntata su quella parte della città vecchia che non riesce a scrollarsi di dosso le difficoltà del passato, alle quali si aggiungono i problemi del presente. Piazza Caricamento diventata un nuovo luogo di “reclutamento clienti” per le lucciole nigeriane che offrono le loro grazie, con l’inevitabile corollario di schiamazzi, disordini, lamentele. E il bazar a cielo aperto dei maghrebini in via Turati, nel cuore di Sottoripa, che si è ormai così radicato che i vigili urbani sono costretti ad ammettere la loro impotenza: il mercato illegale a due passi dal porto antico non è più solo un problema di abusivismo commerciale. E, senza l’appoggio di altre forze dell’ordine e un coordinamento, il rischio per gli uomini della polizia municipale sta diventando giorno dopo giorno troppo alto. È proprio l’emergenza a Sottoripa il “caso” che ha spinto il prefetto Annamaria Cancellieri a convocare, ieri mattina, il Comitato per la sicurezza nel corso del quale sono state portate alla luce le tante difficoltà del centro storico faticosamente in cerca di tranquillità.
«Con le nostre forze possiamo garantire un pattugliamento pomeridiano in via Turati, ed è quello che stiamo attuando – dice l’assessore comunale alla Sicurezza, Francesco Scidone – ma i risultati si sono rivelati insoddisfacenti, l’attività del commercio illegale è stata anticipata alle ore del mattino. E i maghrebini che lo gestiscono, quando si accorgono che le ore del pomeriggio passano senza che i nostri uomini si allontanino, diventano aggressivi. Per ora la tensione si è limitata a lanci di oggetti e bottiglie di vetro, qualche parola, spinte. Però i rischi per l’incolumità personale dei nostri uomini stanno crescendo. Il ritrovamento di coltelli e di un machete nascosti nei vicoli lo dimostrano».
Le pattuglie dei vigili urbani possono essere un deterrente con la loro presenza. Ma non sono la risposta risolutiva. Perché dietro ai cartoni stesi per terra con un’offerta di mercanzia straordinariamente variegata (dagli orologi all’abbigliamento a oggetti “estratti” solo per i clienti conosciuti) c’è un mondo criminale che ha molte facce. Il volto dei topi di appartamento che riforniscono i ricettatori di merce rubata, prima di tutto. E poi quello solo in apparenza più rassicurante dei grossisti di falsi e griffe “taroccate”. E – ragionevolmente – anche il volto di una criminalità in guanti bianchi che tira le fila e gestisce nell’ombra la parte più economicamente interessante degli affari. «Abbiamo identificato una decina di magazzini dove viene “stoccata” la merce – fanno sapere al comando dei vigili urbani – ora è necessario che la Finanza faccia indagini approfondite per capire a chi fanno capo, se a una sola o più persone». Per capire se, dietro a tutto, ci sia una regia, italiana o straniera, legata alla vera malavita.
Il prefetto Annamaria Cancellieri conferma l’emergenza. «Sì, via Turati e tutta quella parte della città vecchia sono stati al centro della nostra riunione e saranno oggetto del nostro intervento. Si è deciso di aumentare il presidio della zona con un intervento interforze, le modalità saranno definite in queste ore, la partenza avverrà nel giro di pochi giorni, mettendo in campo in modo coordinato polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani». Gli schiamazzi attorno alle lucciole a Caricamento, le segnalazioni ricorrenti di rapine e furti in via San Bernardo sono l’altra faccia dello stesso problema: il centro storico è uno scrigno di tesori che non devono essere abbandonati al degrado.

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