L´Unhcr bacchetta La Russa “Inaccettabili i suoi attacchi”
Repubblica 19-05-09
Anche il Viminale contro il ministro: polemica incomprensibile
Fini: “Evitare le schermaglie che risentono della campagna elettorale”
L´Onu contro Ignazio La Russa. Per gli attacchi sferrati nei giorni scorsi, a proposito di respingimenti, dal ministro della Difesa a Laura Boldrini, portavoce per l´area del Mediterraneo dell´Unhcr, l´organismo internazionale che si occupa di rifugiati. A difenderla a spada tratta, aprendo una dura polemica con il governo, è Antonio Guterres, Alto commissario Onu per i rifugiati. Di ritorno a Ginevra dal Pakistan, Guterres non le manda a dire: «Gli attacchi immotivati e personali sono inaccettabili, non mutano e non muteranno l´impegno dell´Unhcr nel perseguire il suo mandato e la sua missione umanitaria». La Russa rinnova le scuse alla Boldrini («faccio ammenda per il tono comiziale»), ma insiste nelle critiche all´Unhcr, «condivise da tutto il governo».
E si prende una bacchettata non certo scontata. Da Milano il ministro dell´Interno Roberto Maroni si produce in una difesa appassionata del ruolo svolto dall´organismo dell´Onu per i rifugiati, «ruolo fondamentale nell´interesse nostro e dell´azione che il governo sta conducendo in Libia». Quella sollevata da La Russa, insiste il responsabile del Viminale, è «una polemica incomprensibile, che spero finisca; innalzare i toni potrebbe pregiudicare il buon lavoro che abbiamo fatto in questi dieci mesi». Maroni, fautore inflessibile della politica italiana sui respingimenti, ovviamente non sposa le critiche che anche dall´Onu si sono levate contro l´Italia che ricaccia i barconi da dove venuti senza verificare la presenza di rifugiati. «Non mi sono sempre trovato d´accordo con le posizioni dell´Unhcr – spiega – ma con le organizzazioni internazionali, tutte, bisogna sempre avere un buon rapporto di collaborazione». E le urla di La Russa, che aveva bollato di comunista la Boldrini e minimizzato il lavoro dell´organismo dell´Onu (non vale un fico secco»), per Maroni hanno già rischiato e rischiano ancora di trasformarsi un pericoloso boomerang per il governo.
Nella polemica interviene il presidente della Camera Gianfranco Fini, che invita ad affrontare il tema dell´immigrazione «a prescindere dalle quotidiane schermaglie e polemiche che risentono della campagna elettorale». Mentre il ministro degli Esteri Franco Frattini, che pure non aveva condiviso gli attacchi di La Russa all´Unhcr, difende l´operato del governo sui respingimenti: «Nessuna istituzione può indicare l´Italia come razzista o xenofoba», anzi è «il Paese a cui si deve il maggior numero di salvataggi di vite umane in mare e ha una tradizione di accoglienza in cui non è seconda a nessuno». E ancora: «Impedire il flusso dei clandestini è un problema europeo». Gli fa eco Maroni, che alla vigilia della sua trasferta in Libia, insiste su una politica di concertazione in tema di immigrazione: «L´Italia non può fare il gendarme in giro per l´Europa per vedere chi vuole o non vuole venire qui». Per Marco Minniti, responsabile Sicurezza del Pd «il governo offre uno spettacolo indecoroso, ogni ministro si differenzia dall´altro dando l´idea che si stiano perseguendo obiettivi solo propagandistici». E il leader dell´Udc Pierferdinando Casini: «Berlusconi si dissoci dalle affermazioni avventate di La Russa contro l´Onu».

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