Genova: immigrati e lavoro, cinquemila gli esclusi
Immigrati e lavoro, cinquemila gli esclusi
17 maggio 2009 – www.ilsecoloxix.it
Si è concluso solo in questi giorni l’esame delle quote 2007. 8040 erano state le domande: ne sono state accettate 1418
Sono stati 1418 i genovesi che hanno ottenuto il via libera dallo Stato a cui avevano chiesto, 17 mesi fa, di assumere immigrati extracomunitari. Le domande erano state in totale 8040, ma le famiglie che volevano assumere (e in misura decisamente minore, le piccole imprese, i commercianti e gli artigiani) hanno dovuto fare i conti con il decreto flussi migratori del 2007 che limitava a 1.578 i posti disponibili per lavoratori stranieri.
A 974 è stato detto di no. Oltre il 40 per cento delle domande esaminate quindi non ha superato il vaglio dello Sportello unico per l’immigrazione e delle Direzione provinciale del lavoro. Invece 254 hanno ritirato spontaneamente la domanda.
Fin qui i dati ufficiali dello Sportello unico per l’immigrazione, l’ufficio della Prefettura che da alcuni giorni ha concluso l’esame e l’assegnazione delle quote di ingresso 2007 e a breve comincerà a occuparsi dei flussi migratori 2008.
Se si considera che le domande al 31 dicembre di due anni fa erano 8.040, tolte le quote appena assegnate, i no e le rinunce, si può notare come attualmente 5.504 genovesi si trovino nella paradossale situazione di assumere e pagare in nero uno straniero che lavora per loro pur volendo assumerlo regolarmente e altrettanti stranieri siano obbligati a rimanere nella clandestinità pur avendo un lavoro (sia pure in nero) e pur aspettando un nulla osta da quasi un anno e mezzo.
«La legge che regola l’immigrazione si fonda sull’ipocrisia – sottolinea Patrizia Avellani, responsabile delle politiche per l’immigrazione della Cgil genovese – L’ha detto anche Fini che va cambiata. I flussi 2007 e il caso di Genova lo dimostrano. Qui le richieste più numerose riguardano le badanti. Ma davvero crediamo che una famiglia faccia domanda di nulla osta alla Prefettura per assumere una badante che si trova all’estero e che non ha mai visto e conosciuto prima? È evidente che la maggior parte delle domande presentate a fine 2007 riguardavano e riguardano lavoratori stranieri che si trovano già sul territorio nazionale e non immigrati che se ne stanno buoni buoni al paese d’origine e aspettano per uno o più anni un via libera dall’Italia».
La situazione degli oltre 5.000 rimasti fuori dalle quote 2007 appare oggi complicata dalle ultime misure approvate dal governo: adesso chi è clandestino in Italia o chi “assume” o “copre” un clandestino commette un reato punibile penalmente.
Ma c’è una via d’uscita. Per le quote del 2008, il meccanismo funzionerà così: le Prefetture riprenderanno l’esame delle domande del 2007 dal punto in cui lo hanno interrotto una volta coperte le vecchie quote. Genova avrà diritto a 2718 ingressi (quasi 1200 in più rispetto al 2007) e ben 2491, contro i 395 dell’anno precedente, saranno riservati a domestiche, domestici e badanti.Un ampliamento vistoso. Lo ha deciso il ministero del lavoro. Non ci sarà invece a Genova un solo posto disponibile nell’edilizia. Non un solo muratore extracomunitario “entrerà” regolarmente con le quote 2008.

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