IMMIGRATO NON SA LEGGERE ITALIANO: SINDACO NEGA CITTADINANZA

Secolo XIX 15/5/09
Bergamo. Ha moglie italiana, i requisiti per avere la cittadinanza italiana, ma non sa leggere la nostra lingua. Il sindaco l’ha bocciato e rispedito a casa: torni quando avrà imparato. È successo a Caravaggio, in provincia di Bergamo, a un immigrato egiziano sposato con una cittadina italiana, che aveva chiesto la cittadinanza e al quale mancava solo l’ultima formalità (peraltro neppure indispensabile per la legge): giurare fedeltà alla Repubblica, alle leggi italiani e alla Costituzione. Ma l’immigrato, a questo punto, ha ammesso di saper leggere solo l’arabo. E il sindaco, il leghista Giuseppe Prevedini, ha bloccato la pratica e l’ha invitato a ripresentarsi quando avrà imparato a leggere anche la lingua del paese di cui diventerà cittadino. «Chiedere la cittadinanza italiana – dice il sindaco – significa abbracciare i valori e la cultura del nostro Paese. Questo non si può fare senza saper leggere l’italiano o senza perlomeno aver imparato a memoria il giuramento. Una persona che conosce solo l’arabo non può sapere quali sono i suoi diritti e i suoi doveri in Italia».
Ora l’egiziano ha tempo sei mesi prima che scada il decreto di concessione della cittadinanza rilasciato dal ministero dell’Interno. E non potrà studiare il testo a memoria perché Prevedini l’ha avvisato: gli farà leggere non solo il giuramento, ma anche altri testo. L’amministrazione comunale di Caravaggio era stato al centro delle attenzioni di chi si occupa di immigrazione anche lo scorso anno, quando il sindaco aveva proibito le nozze con immigrati senza permesso di soggiorno, e inchieste pubblicate da diversi quotidiani spagnoli lo avevano definito “il paese più xenofobo d’Italia”.

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