Fiabe gay, Abbundo scatena la crociata
Secolo XIX 15/05/2009
il caso
Il consigliere regionale scrive a Osservatorio per l’Infanzia e Unicef:
nel mirino il laboratorio
per bimbi alla De Amicis
Genova. Una lettera al consigliere dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza Pierpaolo Occhiogrosso, una al presidente del comitato Unicef regionale Giacomo Guerrera ed una terza al presidente del comitato Unicef di Genova Franco Cirio. Ed infine l’incarico ad un avvocato genovese, Mario David Mascia, di valutare «se sussistano gli estremi per un esposto alla competente autorità giudiziaria, alla luce della convenzione Onu del 1989 ratificata dall’Italia, per tutelare i diritti dei fanciulli». Ad aver scatenato questa valanga di corrispondenza partita dall’ufficio del consigliere regionale Nicola Abbundo (Moderati per il Pdl) è il laboratorio sulle favole gay, “Due regine, due re”, in programma domani pomeriggio alla biblioteca De Amicis e uno degli eventi del Gay Pride Nazionale che si svolgerà a Genova il prossimo 27 giugno.
Mentre prepara le carte bollate, Abbundo dichiara il suo «sgomento davanti ad un’iniziativa che non rispetta neppure l’età infantile». Riferimento al laboratorio letterario durante il quale, assistiti da una psicologa, i bambini proveranno anche ad inventare una favola gay. Per gli organizzatori è un modo di affrontare le tematiche omosessuali e superare le barriere della diversità. Per Abbundo «è un orrore per la violenza psicologica che i bambini potrebbero subire. È’â??quanto mai singolare che la millantata libertà educativa venga declinata in senso unilaterale e controproducente oltre che contraria ai principi di natura».
E poiché il tema è serio con lo stesso tono rintuzza l’attacco Alberto Villa, portavoce del Pride: «È offensivo pensare che si voglia piegare l’orientamento sessuale futuro dei bambini. Èâ??stato ampiamente dimostrato che i bambini che crescono con due padri o due madri non hanno comunque problemi di identità sessuale. Questa iniziativa serve a ricercare la normalità».
Ma l’iniziativa del Gay Pride si attira anche le critiche del Movimento italiano genitori: «Al di là delle considerazioni morali, quello che ci preoccupa – dice il presidente Maria Rita Munizzi – è la strumentalizzazione dei bambini per fare proselitismo. Una forzatura che rischia, un domani, di non rendere questi giovani liberi di decidere».
Al.Cost.

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