Un laboratorio culturale con un cuore migrante

Manifesto 14/5/09

LA SCHEDA

Attualmente il centro accoglie circa trenta immigrati; all’interno vi si organizzano attività culturali, mentre un piccolo bar rappresenta l’unica fonte di sostentamento per l’intera struttura.
Pur distinguendosi per aver accolto in questi otto anni di attività circa cinquecento persone, organizzato centinaia di iniziative, aver allestito una biblioteca con migliaia di volumi la pietra angolare del lavoro dello Zeta è sicuramente il lavoro fatto con i migranti e per i migranti.
In un grosso archivio dentro il centro è catalogata tutta l’ attività su: diritto d’asilo ai migranti, documenti riguardo la nascita del Ras (rete antirazzista siciliana), controinformazione sulle notizie dai Centri di espulsione (Trapani e Lampedusa soprattutto), autoproduzioni, ecc.
Accanto al lavoro sociale si affiancha dal 2007 un osservatorio denominato «Kom – Pa».
Come definito dagli stessi autori, provenienti dallo Zeta e da altri collettivi con finalità simili, «Kom-pa» è un osservatorio transmediale, uno strumento di indagine e riflessione critica sulla trasformazione della città. Tra le ultime vicende trattate dal network, quella di Pietro Milazzo, sindacalista palermitano che si è visto recapitare a casa un «avviso orale» da parte della prefettura perché organizzatore di troppe manifestazioni. Una vicenda collegata anche agli ultimi provvedimenti contro le manifestazioni adottati da diversi comuni italiani. «Kom-pa» rispecchia la visione di una informazione dal basso, siciliano ma non «siciliano centrico». Nasce e vive a Palermo e guarda il mondo e, al tempo stesso, guarda il mondo per capire Palermo. E’ un web-magazine: un sito web che raccoglie contributi trasversali sulle tematiche che costituiscono, oggi, il terreno di scontro tra le derive della metropoli e le resistenze dei territori. All’interno l’interessantissimo canale video tematico «Kom- zilla» che spazia dalle tematica care allo Zeta ma senza trascurare contenuti culturali di diversa tipologia.

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