Manganelli ai vigili, è polemica

Secolo XIX 14/5/09
il caso
I due principali sindacati scendono in campo contro il documento votato dal consiglio comunale


«LA SICUREZZA non si risolve con spray e manganelli», attacca la Cgil. «La mozione approvata in consiglio comunale che apre all’uso di strumenti di difesa alternativi alla pistola, è assurda», fa eco il segretario provinciale della Uil-Funzione pubblica, Fulvio Francini: «I vigili non possono essere equiparati a poliziotti e carabinieri, il servizio di ordine pubblico non è compito della polizia municipale».
I due maggiori sindacati della polizia municipale, Cigl e Uil, scendono in campo contro il documento, votato martedì in Sala Rossa, che «impegna il sindaco e la giunta (quando la normativa nazionale lo consentirà) a valutare la possibilità di fornire anche agli agenti della polizia municipale della nostra città bastoni estensibili e spray al peperoncino per contrastare la criminalità, come avviene già a Milano, Salerno e Padova». Ma, a differenza della Cgil, la Uil apre un piccolo spiraglio all’ipotesi dei manganelli: «Se ne può discutere, nel quadro di una normativa nazionale, ma solo per alcuni casi: ad esempio, quello degli agenti che eseguono trattamenti sanitari obbligatori».
La mozione approvata ieri, su proposta del consigliere comunale del Pdl (ex An), Giuseppe Murolo, prende spunto dalla morte di Daniele Macciantelli, l’agente capo della Polizia di Stato accoltellato il 25 settembre 2008 da uno squilibrato che necessitava di ricovero urgente in psichiatria. «Tra l’uso della pistola e affrontare a mani nude degli energumeni armati di coltello, ci deve essere una via di mezzo, nell’interesse di tutti», è il concetto di fondo ribadito da Murolo a sostegno della mozione. Che, martedì, ha incassato il voto favorevole di trenta consiglieri spaccando la maggioranza. Contrari solo Farello, Biggi, Frega, Ivaldi (Pd) e Nacini (Rifondazione). Cinque anche gli astenuti: Lecce e Porcile (Pd), Bruno (Rc), Delpino (Comunisti italiani) e Dallorto (Verdi). «Il voto bipartisan testimonia la confusione che regna sull’argomento», si legge nel comunicato diffuso ieri dalla Cgil: «Non solo non è consentito dalla legge dotare i vigili di strumenti che possono essere utilizzati solo dalle forze di polizia durante attività di ordine pubblico, ma lo stesso contratto nazionale di lavoro vieta espressamente di impiegare gli agenti della polizia municipale a fini di ordine pubblico e nelle azioni di polizia».
È questo il punto di maggiore attrito tra la maggior parte delle sigle sindacali e l’amministrazione comunale. Manganelli e spray sono considerati il viatico per una modifica in senso “poliziesco” della figura e delle funzioni del vigile: Cgil e Uil sono assolutamente contrari. Ma l’assessore alla Sicurezza Francesco Scidone fa notare che «si sta affermando un nuovo concetto di sicurezza urbana che deve essere recepito». Anche dotando i vigili di nuovi strumenti per perseguire i delinquenti? «Ne parleremo quando cambierà la normativa di riferimento, che adesso prevede per la polizia municipale solo l’uso della pistola. Tutto comunque – precisa Scidone – avverrà di concerto coi sindacati». A Francini non basta: «Scidone pensi piuttosto ad adeguare gli organici assumendo i 23 agenti in graduatoria. E non dimentichi che i vigili non sono preparati e neppure devono svolgere il servizio di ordine pubblico». Non la pensa così Claudio Musicò, segretario provinciale del Sulpm-Ugl: «Se vogliono attribuirci nuovi compiti nel campo della sicurezza urbana, non ci tiriamo certo indietro. Purché ci forniscano mezzi adeguati per svolgerli. Vale a dire: spray al peperoncino e manganelli. Necessari già oggi. Ad esempio, per i controlli sul commercio abusivo che la giunta ha voluto fossero più severi. Se un ambulante infuriato per il sequestro della legge ci viene addosso che facciamo? Certo non tiriamo fuori la pistola. L’unica alternativa è scappare. Ma la mozione votata in consiglio ignora la realtà e non fa altro che rinviare a chissà quando la soluzione del problema».
V. G.

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