Il mondo gay tra lodi e cautele “A destra è l´unica voce libertaria”

Repubblica 14-05-09

Vendola: Fini sia coerente. Luxuria: ma i Pacs li ha proposti il centrosinistra

- Bene Fini, ma non basta. È questa la posizione prevalente del mondo gay di fronte all´apertura del presidente della Camera. Forse delusi da tanti annunci, da troppe barche partite e mai arrivate in porto (dai Pacs ai Dico ai recenti Didore) gli omosessuali italiani restano cauti. E tuttavia qualcosa si muove. «Tutto quello che serve per abbattere il muro del pregiudizio – riflette Nichi Vendola – va bene. Tagliare quel filo spinato di ignoranza, che rende difficile la vita per milioni di persone, è importante». Ma senza dimenticare che «l´omofobia è un´infezione che sta tornando in circolazione anche grazie al lessico politico della destra» e quindi anche da Fini va pretesa coerenza: «Guardo con interesse al suo percorso politico – dice il leader di Sinistra e libertà – ma gli chiedo di essere conseguente sul piano dei comportamenti politici: non basta un ammiccamento progressista».
Vladimir Luxuria, ex parlamentare di Rifondazione e vincitrice dell´Isola dei famosi, plaude alla «elaborazione culturale» di Fini ed elogia il suo essere «l´unica voce critica», uno che esercita il ruolo di presidente della Camera «senza fare il servo del padrone». Quanto al merito, «Fini è l´unico rappresentante di una destra libertaria e senza paraocchi», e quando apre ai diritti dei gay, «questo fa notizia soltanto in Italia, perché in tutta Europa la destra su questi temi è molto avanti: Sarkozy ad esempio non solo non ha abolito i Pacs, ma ne ha persino esteso il contenuto prevedendo la pensione di reversibilità». Anche Luxuria, come Vendola, chiede però che «dagli incontri, lodevoli, si passi ora ai fatti». Perché non bisogna dimenticarsi che «Fini è una cosa, ma il centrodestra italiano è un altro pianeta». E non si può paragonare alla sinistra: «La storia parla chiaro: alcuni partiti i Pacs li avevano messi nel programma e altri no». Chi invece si spende senza riserve per il presidente della Camera è Alessandro Cecchi Paone: «Fini continua a darci tante speranze. Purtroppo in Italia c´è un´arretratezza agghiacciante sui diritti civili, in tv ci sono ecclesiastici e importanti esponenti politici che ancora si riferiscono all´amore omosessuale come a una cosa “contro natura”, che “colpisce l´identità italiana” o cose del genere. Dopo la grande stagione dei coming out, non abbiamo ottenuto più niente e la responsabilità è dell´inerzia di tutta la classe dirigente italiana». E la sinistra? «La sinistra – osserva il giornalista – ha usato toni diversi, ma i Dico non li ha fatti lo stesso. Fini invece, in questa sua seconda vita, ci stupisce ogni giorno». Seconda vita? Una traccia interessante, che Luxuria riconduce al nuovo amore del leader: «La nuova relazione con la Tulliani gli ha fatto bene, è evidente che l´ha cambiato».
Il più restio a concedere patenti gratuite è Franco Grillini. Del resto con Fini c´è una questione aperta. Fu proprio Grillini, in una serata di aprile del 1998, a scatenare una bufera contro l´allora leader di An durante il Maurizio Costanzo Show. Seduto in platea, chiese a Fini di chiedere scusa agli omosessuali italiani per la persecuzione fascista, come aveva già fatto con gli ebrei. Per tutta risposta Fini se ne uscì con la dichiarazione sui maestri gay. «Anche oggi – attacca Grillini – se fossi andato all´incontro gli avrei chiesto una ritrattazione secca di quella frase. Perché è evidente che quelle cose non le pensa più». A Grillini suona anche un po´ stucchevole questo incensamento senza risultati concreti: «Il rischio è che questi incontri servano solo a una reciproca legittimazione, ma la comunità omosessuale cosa porta a casa?».

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