Trentamila in fuga da guerra e violenza
13-05-09 Repubblica
Nel 2008 boom di richieste d´asilo, quasi tutte dall´Africa
Dossier
Il maggior numero di domande avanzate da nigeriani, somali, eritrei e afgani
Siamo il quarto approdo più richiesto dopo Usa, Canada e Francia “Poche strutture”
Giovane, africano, in fuga da guerre o persecuzioni, arrivato in Italia via mare. Eccolo l´identikit del richiedente asilo: 31.097 domande di protezione internazionale solo nel 2008. È il boom dei rifugiati: 122% in più dell´anno precedente. Italia, terra di record: nel 2008 ha registrato il più alto incremento di richieste tra tutte le nazioni industrializzate. E così il nostro Paese si colloca oggi al quarto posto tra le mete prescelte dai rifugiati (dopo Stati Uniti, Canada e Francia).
«È vero che questo numero rappresenta più del doppio rispetto alle richieste d´asilo del 2007 (14mila) e più del triplo rispetto a quelle del 2006 (10mila). Ed è anche vero che è il numero più elevato mai registrato in Italia – spiega il direttore del Consiglio italiano per i rifugiati, Christopher Hein – tuttavia si tratta sostanzialmente di un allineamento con gli altri Stati europei paragonabili». Insomma siamo arrivati tardi, ma ci siamo rifatti velocemente. Fino a qualche anno fa, infatti, rispetto ai 17.093.361 di rifugiati nel mondo (fonte Unhcr, 2003), di cui 5.368.405 in Europa, l´Italia ospitava 12.440 rifugiati.
Chi sono i richiedenti asilo? Il maggior numero di domande arriva da nigeriani (5.333 nel 2008), somali (4.473), eritrei (2.739) e afgani (2.005). Per far fronte a questi numeri, la rete Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) nel 2008 ha incrementato la sua capienza del 72,6%: ai 2.541 posti finanziati in via ordinaria dal Fondo nazionale per i servizi d´asilo, nell´estate 2008 si sono aggiunti 1.847 posti, grazie a risorse straordinarie del ministero dell´Interno. A questa rete va poi aggiunta l´ospitalità offerta dai centri governativi, per un totale di 9mila posti. Cresce anche il numero delle sistemazioni informali, spesso precarie.
«Il fatto è che in Italia – prosegue Hein – siamo stati abituati a un volume assai modesto di richieste in confronto ad altri Paesi, anche ben più piccoli, come Olanda, Svezia e Svizzera. Non parlerei perciò di “emergenza rifugiati”. La vera emergenza deriva dall´insufficiente capienza delle strutture di accoglienza e più ancora dalla mancanza di progetti per favorire l´integrazione». Laura Boldrini, portavoce in Italia dell´Unhcr, va oltre: «Nel 2008, oltre il 70% degli immigrati giunti via mare ha presentato domanda d´asilo e il 50% di loro ha ottenuto una qualche forma di protezione. L´Italia non è più vista come un Paese di transito, per raggiungere il Nord Europa. La provenienza dei rifugiati cambia in base alle diverse condizioni geopolitiche dei Paesi più vicini all´Italia – prosegue – negli anni ‘90 infatti provenivano per lo più dall´ex Jugoslavia, col record dei 33mila richiedenti asilo del ‘99: quasi tutti in fuga dal Kosovo». Come arrivano in Italia? «Per lo più via mare, attraverso il canale di Sicilia, gli africani; l´Adriatico, gli iracheni e afgani». Secondo la Boldrini «mancano fondi per far sì che i rifugiati camminino da soli».

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