Telefoni e coca in carcere in cinque alla sbarra

Repubblica 13-05-09

Per l´accusa versarono 300 a euro a un agente penitenziario

GIUDIZIO immediato per le cinque persone colpite da ordine di carcerazione per avere promesso e poi versato 300 euro a un agente penitenziario perchè permettesse l´introduzione nelle Case Rosse di un telefonino e di un certo quantitativo di cocaina. Lo ha disposto il gup Roberto Ficigna, per evitare che la scadenza dei termini di detenzione potesse fare rimettere in libertà gli imputati. Il processo è stato fissato per il prossimo primo ottobre. Dopo la notifica e esecuzione del provvedimento restrittivo, gli interessati – che sono accusati di concorso in corruzione – negarono di avere mai ricevuto cellulari o stupefacenti, ne di avere mai chiesto favoritismi ad agenti carcerari in cambio di denaro. In sostanza, contestazione totale degli addebiti.

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