“In Calabria una legge per l´accoglienza il Nord dimentica le ragioni dell´esodo”
Repubblica 13-05-09
La nostra esperienza ci dice che in tanti anni gli immigrati hanno rivitalizzato borghi che erano stati abbandonati
Spesso sono loro a darci lezioni. Come quando furono presi a fucilate ma poi andarono a denunciare e fare i nomi
ROMA – L´Italia respinge i barconi con gli immigrati e lei, Agazio Loiero, presidente della Regione Calabria, che fa?
«E io, anzi noi apriamo le braccia».
Spieghi.
«Mentre Berlusconi e Maroni ricacciano quella povera gente da dove è venuta, la nostra giunta ha varato una legge regionale dell´accoglienza, che entro fine mese sarà approvata in consiglio. Nel titolo c´è la missione e l´obiettivo».
Che sarebbe?
«Noi gli extracomunitari abbiamo deciso di accoglierli e di integrarli col territorio. Utile per loro e utile per il nostro sviluppo. Abbiamo le nostre piaghe, ma qui da noi batte un cuore da emigrante. E non solo perché ospitiamo a Crotone il centro di accoglienza più grande d´Europa, con i suoi 1.200 posti. Altro che metrò con vagoni da appartheid. Si vuol capire o no che abbiamo a che fare con persone che fuggono dalla fame, dalla guerra, dalle carestie?»
Si sbaglia, governatore. Il presidente Berlusconi l´ha detto chiaro: sono tizi «reclutati in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali».
«Battute da campagna elettorale. Il premier non vuol cedere lo scettro della battaglia per la sicurezza alla Lega. Questioni tattiche per conquistare voti al Nord. Vedrete che dopo le elezioni cambierà idea».
La vostra idea sull´immigrazione invece qual è? Cosa vi proponete di fare con la legge?
«In Calabria per anni sono arrivati immigrati da ogni dove. Ebbene, nella Locride, area difficile ma generosa, nei comuni di Riace, Stignano e Caulonia, due di centrosinistra e uno di centrodestra, centinaia di extracomunitari hanno trovato un´accoglienza straordinaria e loro hanno popolato i centri storici abbandonati, hanno rianimato un´economia fatta di artigianato, locali, ristoranti. Adesso, con la legge, vogliamo disciplinare questo sistema finalizzato all´integrazione».
Vi diranno che siete un caso isolato, che gli immigrati portano problemi di sicurezza.
«Se i migranti in Italia spesso si sono trasformati in un problema di sicurezza è per colpa della Bossi-Fini, che rende la loro integrazione difficile, trovare lavoro impossibile e delinquere in alcuni casi quasi un passaggio obbligato per sopravvivere. In Calabria gli immigrati ci danno lezioni di legalità».
Addirittura lezioni di legalità?
«Qui da noi spesso loro sono le vittime. Lo scorso inverno, quando alcuni tra coloro che vivono e lavorano tra gli aranceti della piana di Gioia Tauro sono stati vittime di un agguato a colpi di fucile, a decine sono andati in caserma a denunciare e fare nomi. Una lezione per la comunità locale».
Ma in mare il governo continuerà a respingere i barconi.
«Certo, capisco che, specie al Nord, le persone di colore spesso scatenano istinti primordiali. Ma come possiamo credere ancora agli accordi con Gheddafi? Lo riempiamo pure di soldi! Possibile che tutti quei morti nel Mediterraneo lascino tutti così indifferenti?»
Ma anche i democratici Fassino e Rutelli condividono la politica dei rimpatri, quell´accordo con la Libia lo ha stipulato un governo di centrosinistra.
«Io non dico che questi flussi non vadano governati, che occorra accogliere tutti gli immigrati. Però vanno governati con la sapienza delle leggi, non con la forza».

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