Ecco quali sono gli effetti pratici del ddl sicurezza

Manifesto 13/5/09

INTERVISTA · Sancita per legge l’equazione straniero=delinquente

Giorgio Salvetti
Reato di immigrazione clandestina, reclusione fino a 6 mesi nei centri di detenzione, ronde. Sono i punti squalificanti del ddl sicurezza che sta per essere approvato alla Camera. Intanto il governo respinge gli stranieri in Libia, Berlusconi dice che l’Italia «non é multietnica» e Salvini straparla di carrozze del metrò per italiani. Tutto questo cosa comporta per chi lavora per l’integrazione? Lo chiediamo a Pietro Massarotto, presidente del Naga. Quali sono le conseguenze pratiche del ddl sicurezza e quanto è propaganda? Intanto non sappiamo se davvero non verrà riproposto l’obbligo per i medici di denunciare gli irregolari. Al Senato è già passato, pare non venga presentato alla Camera. Ma ci credo solo quando lo vedo. Stabilire invece che la clandestinità è un reato ha una doppia valenza. Da un lato, visto che la pena è prevalentemente pecuniaria, ha un valore simbolico. Dall’altro ha effetti pratici enormi. In sostanza stabilisce che l’immigrazione non è un fenomeno sociale ma una questione di ordine pubblico. In Italia è praticamente impossibile immigrare in modo regolare: basti pensare che oltre il 90% dell’incremento di stranieri regolari è il risultato di sanatorie. Questo significa che tutti gli immigrati sono clandestini e dunque fuorilegge. Si sancisce per legge l’equazione immigrato=delinquente. L’Italia continua a non avere una legge sull’immigrazione ma solo sulla repressione dell’immigrazione. Ne consegue che gli enti preposti ad occuparsene saranno sempre meno enti locali e associazioni e sempre più prefetture e forze dell’ordine. Non ti sembra che la norma meno simbolica e più grave riguardi il trattenimento fi no a 180 giorni nei Cie? Chi commette un reato sta in galera. Anche in questo caso, questa legge segna la fine di un percorso. Già i governi di centrosinistra (i cpt li hanno inventati loro) avevano stabilito che alla seconda espulsione la clandestinità andava considerata come un reato punibile da 1 a 4 anni. Adesso i centri diventano prigioni a tutti gli effetti e il trattenimento rivela ancora più chiaramente la natura di pura sanzione, tanto più che solo il 42% dei detenuti poi viene effettivamente rimpatriato. Anche i rifugiati politici vengono trattati da delinquenti benché regolari, basti vedere quello che succede in questi giorni a Milano. Nella relazione alla Bossi-Fini si parlava dei richiedenti asilo come di clandestini cammuffati, il richiedente asilo non è considerato un portatore di diritti ma solo un clandestino più furbo degli altri. Il ddl colpisce anche gli italiani? Colpisce anche gli italiani più deboli, basti pensare al progetto della schedatura dei senzatetto. E poi colpisce i datori di lavoro onesti. Assumere legalmente uno straniero in Italia è impossibile, è già considerato un reato. La nuova legge, lungi dall’eliminare lo sfruttamento di questa manodopera non fa che renderla ancora più ricattabile. Perché accettiamo tutto questo, e anche le butade sempre razziste fi niscono per portare voti? E’ un meccanismo che è partito 15 anni fa, gli stranieri sono sfruttati anche in termini elettorali, ne è sempre più convinto anche il centrosinistra, purtroppo. Siamo al pensiero unico, ci ripetono come un mantra ogni giorno che gli stranieri sono delinquenti. Ormai crediamo sia la verità. Siamo tutti assuefatti. Non c’è dibattito. Quindi possiamo anche sancirlo definitivamente per legge.

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