Immigrati, i vescovi a Berlusconi “L´Italia multietnica è un valore”
Repubblica 11-05-09
“Ma stop al disordine”. Bossi: il premier segue le nostre idee
Calderoli: evviva, Silvio si è “pontidizzato”, gli consegneremo la nostra tessera
ROMA – Passano 48 ore e la Chiesa, con la Cei, è di nuovo agli antipodi di Berlusconi e del suo governo sull´immigrazione. Se il premier, sposando la linea Maroni sui respingimenti dei barconi in Libia, teorizza che non vuole un Italia «multietnica» perché così non la vuole la destra, ecco che il segretario generale della Conferenza dei vescovi monsignor Mariano Crociata afferma che il nostro paese «è già multiculturale», è «un dato di fatto», è «un valore». Semmai il problema è come si convive, «il modo in cui le culture e le presenze si rapportano», perché «non si cresce insieme in un´accozzaglia disordinata e sregolata». Maroni, di fronte all´entusiasmo dei supporters agli Stati generali della Lega a Vicenza, contesta le prese di posizione cristiane («Mi entrano da un orecchio e mi escono dall´altro critiche e accuse mosse da qualche rappresentante dell´Onu, che non è l´Onu, o di organizzazioni cattoliche, che non sono il Vaticano»), ma è un fatto che, con una pluralità di espressioni, la Chiesa pigli le distanze dalla svolta sull´immigrazione.
Svolta che manda in visibilio il Carroccio soprattutto dopo il pieno appoggio di Berlusconi. «Come sempre, la nostra linea fa proseliti» dice il leader Umberto Bossi. E Roberto Calderoli vorrebbe dare al Cavaliere «la tessera della Lega perché veramente si è “pontidizzato”». Maroni non gliela darebbe, ma dichiara di «essere contento che faccia proprie le nostre idee perché è un contributo a realizzarle». Come per il ddl sicurezza, su cui domani sarà posta la fiducia per votarla mercoledì e giovedì e che, per il premier, è voluto «da tutta la maggioranza».
L´opposizione attacca duramente Maroni. Pier Ferdinando Casini: «Dire no a un´Italia multietnica significa chiudere le fabbriche, non avere badanti per gli anziani, delineare una società che non esiste». Accusa Antonio Di Pietro: «Di questo passo in Italia non faremo entrare neanche Obama». Walter Veltroni evoca la persecuzione degli ebrei perché tutto cominciò col volere «un´unica etnia che veniva definita razza». E il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ricorda che «prima della Shoah c´era una nave piena di ebrei, la Saint Louis, partita da Amburgo, che nessuno aiutò». Livia Turco teme «l´apartheid». Paolo Ferrero vede «il cinismo della speculazione elettorale». In compenso Ignazio La Russa si rallegra: «Una volta eravamo in pochi a difendere l´identità italiana, ora con le parole del premier siamo in maggioranza». Maroni ribadisce è «la linea della fermezza» e annuncia che «i respingimenti in Libia proseguiranno finché gli sbarchi non cesseranno». È convinto che «chiudendo l´emorragia dalla Libia si può dire che la piaga dell´immigrazione clandestina può dirsi risolta».
Il segretario del Pd parla di operazione «orrenda e disgustosa»? Bossi di rimando: «La sinistra respingeva i gommoni dall´Albania, ora attacca Maroni forse perché i suoi risultati erano scarsi». Il sottosegretario all´Interno Alfredo Mantovano accusa il Pd di «inconcludenza» perché «il nostro governo applica accordi sottoscritti dal centro sinistra» e cita l´ex ministro Giuliano Amato quando, il 29 dicembre 2007, firmò l´intesa con la Libia e dichiarò che «così sarà possibile contrastare con maggiore efficacia questi traffici e sgominare le bande criminali che li gestiscono».

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