Autostrade conferma: «Scelto il tracciato due»

Secolo XIX 11/5/09

Dunque, si farà il tracciato numero “2″, la gronda “Medio-Alta” con attraversamento del Polcevera sopra l’Ortomercato di Bolzaneto. Ma con varianti fondamentali: si starà più in galleria sia a Voltri che in corrispondenza della connessione con la A7, a Rivarolo. L’opera costerà tra i 3 miliardi e i 3 miliardi e mezzo di euro. Diventa più “soft” anche il progetto del Nodo di San Benigno, irrinunciabili il maxi-viadotto di Bolzaneto e quello più piccolo sul Varenna. Il Morandi? rimarrà in piedi, ma chiuderà per restauri una volta inaugurata la Gronda. Il numero uno di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci svela al Secolo XIX i piani per la nuova bretella alla fine dei sei mesi di dibattito pubblico.

Cosa ne pensate del débat public?

«Un’ esperienza molto positiva. Perchè ha portato idee molto interessanti e intelligenti sul tavolo».

Esperienza da ripetere altrove?

«Fortunatamente non ci sono altre opere di tale complessità nel piano di investimenti. Genova andava trattata come un “unicum”. Se lo stesso approccio venisse esteso a tutte le opere pubbliche sarebbe un problema».

Dunque, su quale tracciato state lavorando?

«Stiamo mettendo mano a un miglioramento in variante dell’opzione numero due, la Gronda medio-alta».

La Medio-Alta con alcune varianti. Quali?

«I miglioramenti prevedono l’interramento di alcune tratte, lasciando intatta la struttura funzionale complessiva. Lavoreremo per cercare di limitare il tema degli espropri, delle interferenze e dell’impatto sull’ambiente».

E tra Voltri e Pegli?

«Sull’interconnessione di Voltri si può migliorare. Anche qui si tratterà di restare un pochino in più in galleria, lavorando sui raggi di curvatura e sulle interconnessioni. Certamente immaginare di rimanere sempre in galleria tra Voltri e Bolzaneto senza aver uno sbocco in Valvarenna è assolutamente impensabile. Sicuramente dovremo uscire all’aperto in un tratto intermedio tra Voltri e Bolzaneto. Si tratterà di farlo nella maniera meno impattante possibile».

Il viadotto di San Biagio non è superabile?

«Non è possibile passare così in basso e risalire, troppa pendenza e troppi chilometri in più da realizzare. E poi c’è la falda, fondamentale in caso di alluvioni per assorbire eventuali piene».

Veniamo al nodo di San Benigno…

«È un’emergenza che siamo pronti ad affrontare indipendentemente dalla Gronda. Il progetto cambierà sicuramente: non è più necessario né previsto un intervento così invasivo come quello inizialmente ipotizzato».

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